Cinica, concreta, fortunata ma soprattutto vincente: è questa l’Inter di inizio stagione, è questa l’Inter che si aggiudica il derby della Madonnina per 1-0 e vola in vetta alla classifica a punteggio pieno. A decidere la stracittadina è stato un gol di Fredy Guarin a inizio ripresa, un lampo in una gara globalmente meglio giocata dai rossoneri; e un premio forse eccessivo, per quanto visto in campo, ma che ben testimonia il felice abbrivio che ha preso l’annata nerazzurra. Al Milan resta la magrissima consolazione di una performance sicuramente migliore delle prime due, ma i punti in classifica sono solo tre, e quelli di distacco dai cugini già sei. E in fondo è questo quello che conta.

I due amiconi Sinisa e Roberto presentano due squadre speculari nella disposizione tattica, con difesa a quattro e centrocampo a rombo, ma con una differenza sostanziale: se la mediana dell’Inter è muscolare, con Guarin e Kondogbia a far da valletti a Felipe Melo, il Milan risponde con un centrocampo più tecnico, per quelle che sono le possibilità della rosa rossonera ovviamente. In particolare si rivela azzeccata la scelta di silurare De Jong e riportare Montolivo davanti alla difesa: con il capitano al suo posto ne guadagna non soltanto la manovra offensiva, ma anche la protezione alla linea arretrata. Nei primi 15’ i rossoneri creano più occasioni da rete che nelle precedenti due partite per intero; merito anche degli sbandamenti della difesa interista, dove si distingue per strafalcioni il colombiano Murillo, ma anche dell’intensità con cui finalmente il Diavolo approccia al match. Peccato che le palle gol finiscano tutte sui piedi di Luiz Adriano, bravissimo nei movimenti ma questa sera decisamente meno lucido alla conclusione: vedasi soprattutto l’occasione sperperata al 3’, dopo assist di Bacca (e precedente regalo di Murillo). Bene anche Juraj Kucka sulla destra: lo slovacco stravince il confronto con un Kondogbia ancora lontano parente di quello ammirato nel Monaco (e costato di conseguenza), fornendo sempre un prezioso apporto in entrambe le fasi. Molta più fatica, invece, per l’Inter, che si affida quasi esclusivamente al genio di Jovetic, imprendibile palla al piede, pericoloso dalla distanza e ispirato nell’ultimo passaggio. Dal montenegrino partono tutte le migliori iniziative nerazzurre della prima frazione: un paio di conclusioni radenti da fuori area, una percussione centrale che Guarin non riesce a concretizzare e, proprio nel recupero, un fantastico assist per Icardi che il neocapitano nerazzurro spedisce sul piedone disteso di un grande Diego Lopez.

Mancini prova a rimescolare le carte, accentrando Kondogbia davanti alla difesa e allargando Pericis in un 4-4-2 che meglio si addice alle caratteristiche dei due giocatori. Il croato si rende subito pericoloso dalla fascia, servendo un bel pallone che Guarin schiaccia di testa, costringendo Diego Lopez alla smanacciata in corner. In realtà anche in questa ripresa è il Milan a fare la partita, con l’Inter che si limita alle veloci ripartenze; ed è proprio al termine di uno di questi contropiede che i nerazzurri trovano il gol partita. L’Inter riesce a venir fuori a fatica dal pressing alto rossonero, Guarin approfitta dello spazio in posizione centrale e dal limite dell’area fa partire un sinistro che si spegne sul palo lontano (58′). San Siro nerazzurra esplode, il Milan accusa il colpo, e allora Mihajlovic prova la carta Balotelli: stranamente, non per un Honda inguardabile ma per Bacca, che più di un problema lo aveva causato alla retroguardia avversaria. L’impatto di Mario è buono, e dal suo piede partono le occasioni migliori: prima è Telles, subentrato a Juan Jesus, a rischiare l’autorete per fermare una penetrazione dell’ex Liverpool, poi ci pensano il palo e uno straordinario Handanovic a negare a Mario la gioia del gol sulla specialità della casa, la sberla dalla distanza. Il Mancio sa che in questo momento la sostanza di una vittoria è infinitamente più importante della sua forma, e allora decide di togliere Perisic per Ranocchia, impostando una difesa a 5 d’altri tempi. Il Milan ci prova fino alla fine, ma il fortino nerazzurro regge fino al triplice fischio. Ride l’Inter, brutta ma in fuga.