Alla vigilia della gara interna dell’Inter contro il Carpi, Roberto Mancini è un fiume in piena in conferenza stampa, desideroso di chiudere definitivamente certe questioni che in settimana lo hanno coinvolto (anche disciplinarmente) in una querelle con Sarri dopo la sfida di Coppa Italia col Napoli (“C’è stato il comunicato della società, capitolo chiuso“), e di tornare a parlare di Inter e di scelte tecniche, come quelle ad esempio che lo hanno condotto a non convocare Guarin, con il colombiano sempre più vicino all’addio: “Guarin si è allenato bene in questi giorni, l’ho visto in ripresa. A Napoli era pensieroso, per quello l’ho lasciato fuori. Io ho un debole per Fredy. Però certi giocatori a volte pensano di avere chiuso un ciclo in un club. Se andrà via lo farà per sua volontà e con i soldi che incasseremo cercheremo una soluzione per il futuro. A volte lo critichiamo perché porta troppo la palla, ma lui è importante per il nostro gioco, per la sua fisicità“.

Poi, ancora su questioni di mercato, visto che siamo giunti a una settimana dalla chiusura della finestra invernale e l’Inter, dopo la sontuosa campagna estiva, sta operando maggiormente in uscita, come – oltre Guarin – nel caso di Ranocchia: “Se andrà alla Sampdoria come sembra, decideremo cosa fare sul mercato – chiarisce il Mancio – perché dietro comunque abbiamo le soluzioni D’Ambrosio e Medel. Insomma, abbiamo i numeri per poter andare avanti anche così a differenza del centrocampo. Rolando? Non credo sia una strada percorribile, noi cerchiamo una soluzione in prestito gratuito“.

E, sempre a proposito di mercato, tiene banco la questione Lavezzi, specie se con la cessione di Guarin dovesse arrivare denaro fresco da reinvestire: “Avevo già provato a prenderlo una volta qui all’Inter e una al City, prima che andasse al Psg. Può darci una grossa mano, però credo che sia possibile più per luglio“. Per ora dunque le operazioni in entrata sembrerebbero ferme ma l’Inter, soprattutto nelle ultime uscite, ha evidenziato diverse lacune pericolose, che potrebbero minare la rincorsa a determinati obiettivi, anche se Mancini dichiara l’esatto contrario: “Il passaggio a vuoto con Lazio e Sassuolo non ci voleva, non meritavamo di perdere. Non abbiamo mai incontrato una squadra superiore a noi negli scontri diretti, sappiamo che possiamo stare lassù. Siamo l’Inter e anche per questo dobbiamo e possiamo stare in alto“.

Dopodiché, il tecnico jesino si sofferma più specificamente sul match casalingo contro il Carpi, una squadra in ottima forma (due vittorie consecutive in A conseguite dopo il pareggio all’Olimpico contro la Lazio) per una partita che può nascondere delle insidie: “È la classica partita pericolosa perché pensi di essere favorito – spiega Mancini – e invece devi restare più concentrato del solito e partire subito bene all’inizio. I diffidati visto che poi ci sarà il Milan? Pazienza se uno verrà ammonito, sicuramente non si perdono le gare perché manca un giocatore“.

Si torna dunque a parlare di una coppia offensiva che pare non stia funzionando proprio a meraviglia, quella costituita da Jovetic e Icardi: “Prima o poi troveranno l’intesa, magari ci sarà bisogno di più tempo però alla fine quello che conta è vincere le partite. Non è un problema di modulo, è sempre meglio poter giocare con più elementi offensivi. Però bisogna saper difendere e l’equilibrio è importante. Ljajic si sacrifica, anche Perisic lo fa, fanno un gran lavoro. Non abbiamo uno come Eto’o del Triplete, ma lui aveva forza, sapeva dove e come posizionarsi“.