Mancini sì, Mancini no. Mancio in, Mancio out. È questo il dilemma che attanaglierà l’Inter e tutto il popolo nerazzurro da qui alla fine di un campionato che, proprio per la Beneamata, potrebbe riservare gradite oppure spiacevoli sorprese, dipende ovviamente dal piazzamento finale con debita subordinazione all’obiettivo del terzo posto, che significa (almeno) preliminari di Champions League.

Inutile dire che quella dell’Inter e di Mancini è una stagione all’insegna del principio di discontinuità poiché a una partenza a razzo, pur a discapito del gioco (le tante vittorie conquistate con l’esigua differenza reti, moltissime terminate 1-0), mai veramente convincente, è seguita la crisi di mezza stagione, durata quasi 2 mesi in verità. Per poi assistere a una sorprendente ripresa, dopo un match incredibile contro la più forte di tutte: la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus.

L’eterno amico Dejan Stankovic però in una recente intervista rilasciata a Sport Mediaset ha voluto tranquillizare tutti i tifosi a riguardo, confortando la convinzione di erick Thohir che finora non è mai tornato sui suoi passi riguardo al futuro di Mancini: “Mancio è l’allenatore dell’Inter e, come ha detto lui stesso, ha sposato il progetto e resterà. Poi però nella vita non si sa mai quello che può succedere domani, al momento lui è il nostro mister e in lui crediamo“. Per la serie: “in Mancio we trust… forever and ever“.

A latere di questa convinzione in casa Inter, fa bene la Gazzetta dello Sport a sottolineare, nel bene e nel male di un’ennesima stagione dagli umori contrastanti, la “borsa” della rosa nerazzurra perché a prescindere dal destino del suo allenatore, molti giocatori dell’Inter hanno visto balzare le proprie quotazioni di mercato alle stelle. Primo tra tutti Mauro Icardi che, pur nella sua apparente indolenza, ha visto levitare i suoi 13 milioni nei 40 offerti da Manchester United, Psg e Atletico Madrid. Oppure Brozovic, passato dagli 8 ai 24 dell’attuale valutazione. Per non parlare di Perisic che, come minimo, ha raddoppiato il suo valore dai 16 milioni d’acquisto ai 30 e rotti (quelli che sarebbe disposto a pagare il Chelsea del neo Conte). E così tanti altri.

Unico dubbio rimane invece Geoffrey Kondogbia, 31 milioni più 5 di bonus che hanno subito una netta deflazione stando alle prestazioni non certo all’altezza della sua fama, sul quale però il tecnico jesino è disposto a metterci la proverbiale mano sul fuoco dichiarando che il centrocampista francese farà un’ottima fine campionato e un grande Europeo insieme ai Bleus.