È un’estate – ormai lo si sarà capito – all’insegna di Inter e Milan che oggi hanno dato vita a un altro piccolo derby, dopo quello insistito dei colpi di mercato a ripetizione, nella presentazione differita solo di qualche ora l’una dall’altra, delle stagioni nerazzurra e rossonera con annessi obiettivi e ambizioni. I due club milanesi si sono finalmente stancate di vivere il campionato di Seie A relegate dallo strapotere della Juventus al ruolo di comprimarie. Hanno compreso, a costo di cambiare proprietà o cedere sostanziose fette azionarie, che per tornare grandi bisogna investire e anche se i soldi non sono tutto in questo calcio globalizzato nel quale chi più ne ha, più ne guadagna e prosegue nel suo status di vincente consolidando una posizione di predominio, costituiscono la conditio sine qua non per ambire ai vertici del calcio che conta.

Dopo la conferenza stampa di Mihajlovic è stata dunque la volta di Roberto Mancini che ad Appiano Gentile, a due giorni dal ritiro estivo a Riscone di Brunico, si è detto soddisfatto della campagna acquisti importante condotta sinora dall’Inter e ben lungi dall’essere conclusa: “Finora la società ha lavorato bene, la squadra è quella giusta. Credo che Kondogbia possa diventare uno dei più grandi centrocampisti del mondo, dopo due-tre mostri sacri, potrà diventare come Iniesta, Yaya Touré, un giocatore straordinario a metà campo. L’Inter ha fatto un grande sacrificio, ma lui sarà un giocatore molto importante“.

Obiettivo scudetto. È un Mancini sempre più convinto dell’Inter che sta nascendo plasmata grazie alle sue indicazioni e agli sforzi economici della società. Un’Inter che non nasconde di avere ambizioni importanti per la stagione 2015-2016: “Il nostro target è lo scudetto, siamo l’Inter e proviamo a vincerlo, ma non partiamo in testa. Siamo qua per cercare di ridurre il gap dalla Juve che ha dominato gli ultimi 4 anni: non credo che sia così enorme. Dobbiamo restare sulla strada dell’anno scorso, non è un lavoro perso“.

Milan. Il tecnico di Jesi, proprio in ottica derby, ha voluto spendere qualche parola nei confronti dell’altra milanese impegnata nella rincorsa alla Juventus: “Sono felice che Sinisa (Mihajlovic) sia sulla panchina del Milan: sono contento che Milan e Inter possano tornare protagoniste l’anno prossimo in campionato. Spero che faccia bene ma che arrivi dopo di noi“.

Mercato. Prosegue comunque a spron battuto il mercato furibondo dell’Inter e inevitabili sono stati a questo proposito gli interrogativi sulla questione Salah vista la situazione di rottura ingeneratasi con la Fiorentina e l’offerta avanzata dall’Inter per portare il giocatore egiziano in nerazzurro, ma anche su Perisic e Jovetic: “Salah non so di chi sia: è bravo, ma io non gli ho parlato, avevo finito il credito del telefono. Per Perisic c’è una trattativa tra Inter e Wolfsburg, non so se n’è partita una anche per Jovetic con il Manchester City. Non credo ci sia un modulo vincente: bisogna adattarsi ai giocatori che uno riesce a prendere: la difesa resta a quattro, il centrocampo sarà quasi sempre a tre, tra 4-3-3 e 4-3-1-2 non è che cambi molto“.

Cessioni. Inevitabile anche il discorso cessioni relativo soprattutto a nomi caldi quali Shaqiri, Santon e Kovacic: “Shaqiri e Santon li abbiamo presi a gennaio e quindi ci crediamo. Continuiamo a crederci, ma purtroppo quest’anno ci sono delle restrizioni. La rosa deve avere un massimo di 25 giocatori. Fosse per me li terrei tutti, ma la società non credo sia d’accordo. A malincuore qualcosa in uscita dovremo fare. Kovacic arriverà tra qualche giorno. È un grandissimo giocatore sul quale faccio affidamento“.