L’Inter riscatta in parte la brutta prestazione del Meazza di una settimana fa contro la Fiorentina strappando un pareggio sul difficile campo del Marassi contro una Sampdoria sempre micidiale nelle ripartenze che aveva creato non pochi grattacapi alla retroguardia nerazzurra, soprattutto nel primo tempo. Mancini vede positivo, anche se un punto in due partite frenano la corsa dell’Inter in classifica, a fronte di una Fiorentina che prova a spiccare il volo e la concorrenza di Lazio, Roma e Napoli che torna a farsi sentire: “È stata una buona partita. All’inizio abbiamo concesso due-tre contropiede e loro potevano far gol su errori nostri – ha dichiarato il tecnico jesino a fine gara -. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio e forse poteva starci anche il 2-1”.

Fa bene comunque Mancini a ravvisare il punctum dolens del gioco nerazzurro, la manovra ancora troppo lenta, così come ha spiegato ai microfoni di Sky nel post-partita: “Arrabbiato nel primo tempo? No, secondo me eravamo un po’ troppo lenti nel far girare la palla. Poi credo che la Samp sia un po’ calata e faceva fatica a ripartire, noi eravamo più alti, abbiamo allargato il gioco e abbiamo messo due giocatori freschi, probabilmente qualcosa è cambiato”.

Visto che in settimana si era lasciato andare a una battuta sarcastica su giornalisti sportivi e Fantacalcio, il Mancio ha analizzato nello specifico l’andamento del match distribuendo qualche lezione di tattica: “Mettendo Biabiany a destra e due giocatori freschi probabilmente qualcosa è cambiato. Perisic è partito da trequartista, ma si è allargato spesso a sinistra e ha fatto quello che sa fare, andando via tre-quattro volte. Kondogbia aveva un problema fisico perciò l’ho sostituito: però credo che la sua prestazione possa essere migliore, deve imparare il calcio italiano, quello francese è meno aggressivo e lui non è abituato a giocare a tre a centrocampo. Qui è difficile che ti facciano fare 3-4 tocchi in mezzo al campo e poi trova gli spazi un po’ ridotti. Nel primo tempo lui e Guarin non entravano in area con la voglia di far gol. Però stavo cambiando Felipe Melo perché lo vedevo in difficoltà, poi quando ci siamo messi a due la squadra ha alzato il baricentro e lui è andato bene“.

Chi non è proprio d’accordo con l’analisi del match di Mancini è il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero che nei tipici modi folkloristici che gli appartengono ha tuonato a fine partita: “Ci hanno fatto una rapina a mano armata. Dice che meritavano di vincere? Mah, doveva finire 11-1 per noi, un gol glielo diamo dai. Ma quando c’è San Culino… Noi siamo più forti di tutti e quando i giocatori seguono Zenga non c’è squadra che tenga“.