Se fosse un film o un libro, la stagione dell’Inter, per titolo potrebbe legittimamente avere il fatidico “Mai una gioia”, perché anche nell’ultima di campionato – benché a giochi abbondantemente fatti per i nerazzurri – la figuraccia a Reggio Emilia contro il Sassuolo, con un po’ più di personalità, concentrazione e impegno, e al netto di alcune decisioni arbitrali, si poteva di certo evitare. Un quarto posto in classifica che alla fine è il risultato migliore del lustro post-triplete, il che la dice già lunga, ma decisamente una delusione rispetto alle aspettative d’inizio stagione, settate almeno sulla qualificazione in Champions League.

E a proposito di personalità, Roberto Mancini, vistosamente deluso, non la manda a dire ai suoi a fine partita. E già torna a parlare di mercato: “Credo che la squadra abbia un’ossatura. Lasciamo stare stasera, ma se prendiamo due-tre giocatori di personalità possiamo migliorare, perché noi manchiamo in personalità. Il mercato? Nel calcio non si sa mai, ogni anno c’è qualche sorpresa. Ljajic tornerà a Roma sicuramente perché è in prestito, poi durante il mercato le cose possono cambiare. Bisogna vedere quello che si può fare, si può avere fortuna nel trovare qualcuno in prestito o con pochi soldi. Ma non è facile trovarne due o tre che ti cambiano la squadra“.

Poi il tecnico nerazzurro tenta d’indorare un po’ la pillola puntando l’indice sulla condotta di gara da parte di Gervasoni, non proprio impeccabile nelle situazioni del gol regolare annullato a D’Ambrosio e nell’espulsione di Murillo: “Ci sono stati tanti errori da parte nostra in fase difensiva e poi il Sassuolo ha fatto un’ottima partita. Anche io ero stupito del fatto che Politano avesse segnato di testa. Il 3-2 però poteva riaprire la partita, il guardalinee ha visto benissimo, poi non so cosa si siano detti lui e l’arbitro, ma tanto è una serie di episodi, è inutile parlarne. L’espulsione di Murillo? Si vede che Gervasoni voleva ricordarsi dell’ultima partita“.

Il futuro dell’Inter come squadra appare un po’ nebuloso alla fine di questa stagione che racimola una qualificazione in Europa League. Anche la permanenza sulla panchina di Mancini non è sicura al 100%, così come quella di alcuni acquisti e molti giocatori integrati con la formula del prestito (la maggior parte dei quali non ha convinto) non verranno riscattati: ”Avessimo tenuto la media dell’andata, avremmo fatto 78 punti e non sarebbero bastati per arrivare in Champions – dichiara il Mancio. Cosa mai successa negli ultimi anni e nemmeno in Europa quest’anno. È stato un campionato un po’ atipico. Ci son giocatori che il prossimo anno dovranno fare molto di più, ma molto di più dopo il primo anno di Italia“.