Dopo la roboante e totalmente inattesa sconfitta dell’Inter a San Siro contro la Fiorentina puntuali come detonatori a orologeria sono esplose le critiche nei confronti di una squadra che sin qui aveva inanellato una serie di successi in campionato (cinque vittorie in altrettante giornate) portandosi rapidamente al vertice della classifica, ma senza mai convincere al 100% per il gioco espresso e per il fatto di aver fatto maturare esiti positivi grazie a una certa solidità difensiva e un pragmatismo da grande squadra.

La débacle del Meazza invece più che ridimensionare le ambizioni dell’Inter alla luce delle problematiche emerse, fanno riflettere sulle reali potenzialità dei nerazzurri, allo stato attuale delle cose. Una tale sconfitta apre a interrogativi sul valore della squadra di Mancini, al netto degli errori dei singoli episodi (Handanovic, Miranda, Santon, etc.), perché quella della Fiorentina è stata una vittoria netta sul piano del gioco. I viola si sono dimostrati più forti dei nerazzurri perché il match ha dimostrato uno scontro tra intelligenze tecnico-tattiche diverse. La Fiorentina è una macchina da calcio ben oliata, e quando costruisce gioco lo fa con criterio e geometria, l’Inter – come ravvisato nei match precedenti – ha sempre fatto difficoltà a creare gioco e le occasioni da gol sono arrivare quasi sempre da invenzioni degli esterni, Perisic e soprattutto Jovetic. Tre dei sei gol realizzati dall’Inter sono del montenegrino.

Il punto di vista di Mancini, espresso ai microfoni di Sky Sport e Mediaset Premium nel fine partita, è di natura contraria poiché secondo il tecnico jesino il match di San Siro è solo un incidente di percorso, una serataccia nata male con l’infortunio di Jovetic nel pre-gara e finita peggio: “Dopo il secondo gol la partita è cambiata totalmente, e dopo l’espulsione di Miranda la partita è finita. Al 30′ avevamo subito due tiri e già preso tre gol – ha commentato il tecnico nerazzurro -. La partita è stata così compromessa al 30′. Sono serate in cui le cose vanno male e ci stanno, perché tutti i giocatori non sono dei robot. Come ne usciamo da stasera? Abbiamo perso una partita e non finisce qui: siamo all’inizio del campionato, ci sono squadre più attrezzate di noi, ma al momento siamo ancora in testa. Noi dobbiamo migliorare in tutto“.

Uno dei maggiori capi d’imputazione per Mancini è stato lo stravolgimento tattico del 3-5-2, azzardando la difesa a tre finora mai utilizzata e con l’impiego di Santon centrale nettamente fuori ruolo, solo per sfruttare la spinta (improbabile con la Fiorentina) di Perisic e Telles a sulle corsie esterne del centrocampo: “Rifarei le scelte che ho fatto, certo. Poi sul 3-0 ci siamo messi 4-4-1 per non prendere gol, abbiamo segnato ma ormai era compromessa. In undici si poteva anche cercare di recuperare anche se la Fiorentina gioca molto bene e in dieci era tutto molto difficile. Ripeto, la partita è nata in un certo modo ed è finita subito, la Fiorentina ha tenuto il campo bene ma il gol all’inizio ci ha messo in difficoltà, hanno potuto giocare e palleggiare come sanno fare loro. Ma non possiamo fare drammi e dobbiamo ripartire subito“.