La sconfitta interna (la seconda in campionato dopo quella contro la Fiorentina della 6a giornata il 27 settembre) dell’Inter con la Lazio pur non essendo di quelle catastrofiche, non ha dato un grande segnale di maturità da parte dell’Inter e di affidabilità in termini di ambizioni scudetto. L’Inter è stata in grado di raddrizzare il match dopo lo svantaggio subito a freddo, anche se a fatica, ma non ha mostrato la capacità di imporre la propria autorità e, anzi, ha subito la pressione della Lazio commettendo una serie innumerevole di errori, come lo stesso Roberto Mancini ha rilevato nel post-partita: “Abbiamo fatto tutto da soli. Non sono arrabbiato, sono dispiaciuto perché ci siamo rovinati il Natale. Può capitare di non giocare bene, ma non bisogna commettere stupidaggini e perdere come abbiamo fatto stasera“.

Poi, analizzando nello specifico i vari episodi di una partita costellata di errori, ha proseguito tenendo in considerazione il passo falso della sua squadra in chiave della corsa scudetto: “Sull’1-1 abbiamo fatto delle cavolate. Felipe Melo è stato espulso per il nervosismo derivante dal calcio di rigore che aveva causato. Cosa gli ho detto in spogliatoio? Non posso rispondere. Stasera siamo stati una Topolino. La Juve resta più attrezzata di noi nella corsa allo scudetto, ma noi avremmo firmato per essere in questa posizione prima della sosta. Potevamo avere qualche punto in più ma non cambia niente. Sarà una bella lotta fino in fondo“.

Evidentemente è ancora un’Inter che deve crescere sul piano mentale, poiché mostrare di non saper gestire le pressioni, subire cali di tensione e concentrazione, significa non essere ancora preparati a occupare certi livelli: “Non credo che le festività imminenti abbiamo influito sulla concentrazione, anche se già nel riscaldamento avevo visto cose che non mi erano piaciute. Non siamo stati molli, ma un po’ meno cattivi del solito. La Lazio non ha fatto grandissime cose per vincere la partita, ma noi non abbiamo fatto bene, eravamo lunghi. Sarebbe stato giusto il pareggio, l’abbiamo buttato via. Anche il primo gol è stato frutto di una disattenzione totale“.

Poi il tecnico di Jesi conclude con una nota tattica sull’iniziale esclusione di Brozovic e Ljajic, ovvero i giocatori attualmente più in forma dell’organico: “Se ho scelto così, significa che lo rifarei. Pensavo di mettere l’avversario in difficoltà con i due esterni Perisic e Biabiany per attaccare gli spazi, più i due attaccanti centrali, ma non siamo riusciti a essere pericolosi. Usare Brozovic nei due centrali di centrocampo? Non è ancora pronto per farlo (e infatti si sono ravvisati alcuni errori in disimpegno da parte del croato, ndr), Guarin è più pronto di lui in quella posizione“.