A una brutta Inter bastano un goffo autogol di Bardi (di proprietà dei nerazzurri) e una rete nel recupero di Nagatomo per battere il Livorno nel secondo anticipo della 12esima giornata di Serie A. Una gara che non passerà alla storia per il gioco espresso dalla squadra di Mazzarri ma per due fatti decisamente più significativi: l’ultima di Massimo Moratti (foto by InfoPhoto) da patron nerazzurro e il ritorno in campo dell’eterno capitan Zanetti.

L’Inter che il numero uno di Corso Vittorio Emanuele consegna a Erick Thohir appare ancora un cantiere aperto ma gli applausi e il lungo striscione esposto dalla Curva Nord (che si chiude con un “In fondo le abbiamo voluto bene”) emozionano i 40000 di San Siro. A far lustrare gli occhi agli spettatori ci pensa poi Zanetti, al ritorno in campo sei mesi e undici giorni dopo la rottura del tendine d’achille del 28 aprile scorso a Palermo. San Siro è in delirio e in una delle sue proverbiali discese il laterale argentino avvia l’azione che porta al raddoppio di Nagatomo.

La festa è completata: “Il presidente merita gli applausi di stasera, perchè ha dato tantissimo all’Inter – ha detto Zanetti -. Con lui c’è sempre stato un rapporto umano, al di là di quello che può esserci fra giocatore e presidente. Ho lavorato tanto e mi sono ripromesso di rientrare, per giocare almeno un’altra partita con l’Inter: ci sono riuscito, per questo sono ancora più emozionato. Devo ringraziare tutti: dal presidente, ai fisioterapisti, ai tifosi. Adesso dobbiamo rientrare nella lotta per qualcosa d’importante”.