L’ex dirigente ed allenatore dell’Inter, Leonardo, si è detto pronto a rientrare nel progetto cinese della Beneamata. Già all’interno del club nerazzurro prima come dirigente e poi come allenatore, il brasiliano ha parlato della situazione attuale dell’Inter: “Chi prende un grande club compra un brand e deve sapersi adattare all’ambiente, così come l’ambiente deve sapere che il cambiamento è necessario – le sue parole in un’intervista alla Gazzetta dello sport – Ormai esistono due tipi di calcio: o sei dentro la Champions o sei fuori, e se sei fuori non puoi fare niente. Serve a ogni club qualcuno che sappia seguire un progetto quotidianamente”.

Poi prosegue parlando di Milan e Inter: “Il calcio milanese non può essere quello delle ultime stagioni. Qualcosa succederà. L’Inter cinese? Molto dipenderà dalle forma usata per il cambiamento. E per forma intendo la comunicazione, il progetto, lo staff, tutto. Il calcio adesso segue un linguaggio nuovo, però alla fine i tifosi vogliono vincere e se il nuovo proprietario porta risultati l’atteggiamento cambia. Penso al Paris Saint Germain: anche lì i tifosi erano diffidenti, ma la proprietà qatariota ha saputo toccare i loro cuori. E non soltanto spendendo soldi”.

Da ex milanista, parlando di Silvio Berlusconi, Leonardo rimane un po’ scettico: “Non ha fatto il primo passo, difficile che faccia subito il secondo. Moratti in fondo aveva già ceduto a un investitore straniero e quello di questi giorni è l’atto conclusivo. Per Berlusconi non sarà semplice, ma è il percorso da fare. E lui lo sa perché conosce perfettamente la situazione internazionale e sa che adesso il calcio ha bisogno di un altro tipo di investimenti. Non so se tornerà a investire, non so se cederà anche lui a un gruppo cinese. So che sta facendo tutto a fin di bene: Berlusconi è quasi sinonimo di Milan, così come Moratti era sinonimo di Inter. Non è facile privarsi di quello che rappresenta non soltanto un grande brand, ma una parte della vita tua e della tua famiglia. Logico che ci siano tentennamenti e ripensamenti”.

E poi sulla nuova Inter cinese ed un suo eventuale impegno conclude: “Io non mi pongo limiti. Sono adattabile, ho fatto tante esperienze che fanno parte di me e del mio modo di interpretare molti ruoli. Non credo che aver ricoperto cariche diverse possa essere considerato un limite. tornare da allenatore? Potrei essere un allenatore con esperienza dirigenziale e un dirigente che capisce quel che succede in campo. Perché una cosa è chiara: senza squadra non c’è business. E’ questa la particolarità che tutti gli investitori che arrivano in Europa devono tenere in considerazione. E se dall’Oriente o dagli Stati Uniti vogliono venire in Europa un motivo c’è: questo è il centro dello spettacolo”.