L’Inter che fatica, quella che non trova la quadratura del cerchio e nemmeno i risultati in campo. L’Inter che non ha una chiara identità di gioco, un undici titolare, che insinua nei tifosi il dubbio che il sogno sia già finito. L’Inter che nessuno, Erik Thohir in primis, vorrebbe avere.

Ma questa è l’Inter che finora ha costruito Roberto Mancini, un tecnico che fino a Natale era primo in classifica e che ora, ad un mese solo di distanza, ha già detto addio al sogno Scudetto e rischia seriamente di veder tramontare anche la qualificazione ai preliminari di Champions League. Preliminari, ben inteso: perché quella diretta ai gironi è ormai andata.

In questo quadro rimane da chiedersi una domanda, una sola: ma cos’è successo? Possibile che la rosa nerazzurra sia da un giorno all’altra diventata da nucleo di giovani campioni ad un branco di brocchi? Ovviamente no, anche se su qualche elemento permangono dei dubbi. Uno su tutti, Geoffrey Kondogbia: perché è stato acquistato? E ad una cifra così elevata poi…

I dubbi, dunque. Quelli che si spera non abbia in cuor suo Roberto Mancini, chiamato a destare l’Inter da questo torpore e riprendere la corsa che s’è inceppata proprio nella pausa natalizia. Colpa della tournée estera? Non scherziamo. Può aver influito, ma non a tal punto.

Che qualcosa non vada lo si vede anche dal rapporto che si è rotto nell’immediato con Stevan Jovetic, dall’aver scaricato stipendi pesanti come quelli di Ranocchia e Vidic, con il primo retrocesso in poche settimane da capitano a persona non più desiderata. Per non parlare poi di Montoya, giocatore acquistato ad agosto e già volato via.

La verità è che le colpe, come spesso accade, sono un po’ di tutti. Ma il principale responsabile resta lui, Roberto Mancini. Ha voluto un nugolo di attaccanti esterni e non che potrebbe foraggiare mezza serie A. Risultato: l’Inter non segna più ed Eder non ha ancora realizzato un gol ed una presenza decente da quando veste il nerazzurro. Certo, le tre reti di ieri sera contro la Sampdoria sono un toccasana, ma due sono arrivati da difensori… Chissà cosa penserà Thohir, impegnato a cercare nuovi soci: è chiaro, però, che se la squadra non vince anche questa risulta essere una strada difficile da percorrere. Roberto Mancini dovrebbe dimettersi, farebbe sicuramente una più bella figura gridando al mea culpa. O forse no?