E alla fine – be’, non proprio la fine, visto che mancano ancora due settimane alla chiusura – il vero colpo del mercato dell’Inter è arrivato, ma non in entrata: Mateo Kovacic saluta Appiano Gentile per andare al Real Madrid. Proprio nel giorno in cui il Telegraph confermava le indiscrezioni di un rilancio da parte del Liverpool (che ha vinto, ma non convinto alla prima giornata di Premier League), con i Reds che avevano avanzato un’offerta da 25 milioni, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della trattativa lampo con la Casa Blanca per il gioiellino di casa nerazzurra. L’offerta è di quelle alla Don Vito Corleone, “che non si possono rifiutare”: 35 milioni più bonus per un affare che sfiora nella sua totalità i 40 milioni.

E l’affare naturalmente, anche se triste a dirsi, lo fa l’Inter, a quelle cifre. 25 milioni di plusvalenza (milione più milione meno) per un campione col punto interrogativo costantemente sovrimpresso. Un giovane fenomeno dal talento indiscusso che però all’Inter non è mai sbocciato, complice decisamente il rapporto con i suoi allenatori, Mazzarri prima, Mancini poi. Colpa sicuramente delle gabbie tattiche con le quali si è cercato di imbrigliare un animale dallo spirito libero che ha sempre dimostrato insofferenza nei confronti dei ruoli fissi. Nessuno probabilmente lo ha capito, Kovacic. Nessuno gli ha mai concesso la chance di avere carta bianca e libertà di agire a 360° nel suo ambiente naturale: il centrocampo.

Ora ci penserà, forse, Rafa Benitez a ridisegnargli un compito e probabilmente un nuovo ruolo nel centrocampo delle merengues, all’interno di una squadra “galactica”, così ricca di fenomeni, così avara di centrocampisti puri. Si ispirerà forse alla mediana della nazionale croata il tecnico spagnolo, con Kovacic e Modric ad agire all’unisono, menti diadiche di un centrocampo all’insegna della tecnica e della fantasia, magari con quel pizzico di muscolarità (Illarramendi, Casemiro, Lucas Silva) che Benitez non ha mai disdegnato. Si realizza dunque un sogno blanco per Mateo e la concretizzazione di un’idea cresciuta nel Real e in Florentino Perez parallelamente all’anagrafe di Kovacic: quella di fargli indossare la camiceta delle merengues da quando giocava nelle giovanile della Dinamo Zagabria.

Ora l’Inter potrà sì dormire sogni finanziari più tranquilli (a sentire Mancini, che non l’ha ovviamente schierato nell’ultima amichevole contro l’AEK Atene, sembra che la cessione di Kovacic sia stata subordinata solo ad esigenze di FFP) ma non per il suo centrocampo, orfano di un cervello in una situazione già tremendamente indigente in fatto di materia grigia. Nell’affare non rientra Coentrão, quindi il ds Ausilio dovrà ancora attivarsi in questi ultime settimane di mercato per trovare un terzino sinistro. Poi ci sarà l’affondo a Perisic (o chi per lui) e probabilmente o, meglio, auspicabilmente, la rapida ricerca di una nuova mente per un centrocampo a encefalogramma piatto.