Non ci sarà l’atmosfera da sfida della vita – sarebbe perfino ridicolo, visto che siamo alla terza giornata – ma Inter-Juventus, in programma domani alle 18 a San Siro, non può certo passare inosservata, come fosse una semplice partita da tre punti. In ballo c’è, come sempre, qualcosa di più, e per una volta non vogliamo tirare in ballo le estenuanti, vicendevoli rivendicazioni a proposito di scudetti rubati e cartonati: si affrontano la squadra bicampione d’Italia, poderosa e apparentemente senza scalfitture, e una pretendente al trono, più per questioni di lignaggio che per qualità effettiva, ancora in cerca di una propria identità definitiva. E tanto basta a fare il fascino della partita.

La lettura tattica del match non dovrebbe essere particolarmente complessa. Mazzarri continuerà a battere sul suo 3-5-1-1 da battaglia campale, con Palacio punta di movimento, Alvarez a supporto e Guarin primo assalitore. Piccola sorpresa a centrocampo, con Taider che verrà preferito a Kovacic, mentre il totem-Milito andrà in panchina. Modulo simile, ma interpretazione molto diversa, per Antonio Conte, alle prese con il recupero di Mirko Vucinic e Andrea Barzagli: il secondo è quasi certo di farcela (al suo posto, eventualmente, è pronto Ogbonna), mentre c’è qualche perplessità in più sul montenegrino. Il ginocchio si è sgonfiato, ma Conte potrebbe anche decidere di non rischiarlo. Se non giocasse Vucinic, allora spazio a Quagliarella, che a San Siro contro l’Inter ha già colpito l’anno scorso (foto by InfoPhoto).

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Taider, Nagatomo; Alvarez; Palacio. All. Mazzarri

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All. Conte