Da un punto di vista strettamente giornalistico, se non ci fosse Massimo Moratti bisognerebbe inventarlo. La sua lingua lunga, il suo malcelato esibizionismo e la sua connaturata incapacità di mentire spudoratamente sono un’autentica manna per gli operatori del settore, a cui vengono spesso elargiti titoloni a pioggia. Anche prima di un Inter-Juventus decisivo per le sorti della stagione nerazzurra, perché no?

Con Mourinho ci sono stati contatti via sms, ma sono stati contatti di simpatia, non di progetto o di programma. Lui è rimasto affezionato a noi, ha un buon ricordo della sua esperienza qui, al di là dei risultati ed è una cosa che ci fa piacere, ma non ci sono le condizioni per un suo ritorno. Stramaccioni è un tecnico di qualità che sta affrontando una nuova esperienza, è ammissibile che ci sia stata qualche situazione non del tutto positiva a livello di risultato, ma speriamo che sia valida per il futuro. Confermato per l’anno prossimo? Penso di sì”.

Ah, l’adorabile cerchiobottismo morattiano. Prima conferma, senza nessuna motivazione plausibile, i contatti con l’antico amore lusitano, poi specifica che si è trattato di cazzeggio amichevole e non di proposte concrete (che, in effetti, non possono sussistere in questo momento). Poi ancora traccia un profilo tutto sommato positivo del lavoro di Stramaccioni, soprattutto in ottica futura, salvo infine non garantirne la permanenza sulla panchina nerazzurra il prossimo anno. Il tutto, a due giorni dalla partita più sentita. Se non ci fosse Moratti, appunto, bisognerebbe inventarlo.