Finisce senza vincitori né vinti questo Inter-Juventus non proprio per delicati gourmet, un risultato equo che premia sia il lavoro di Mazzarri – incredibile che i feroci soldati visti in campo oggi coincidessero quasi totalmente con il gregge di ovini agli ordini di Stramaccioni – sia l’irriducibilità dei campioni d’Italia, bravi a recuperare con il loro gladiatore preferito, Vidal, un match che Mauro Icardi (foto by InfoPhoto), autentica nemesi bianconera, aveva incanalato su tutt’altri binari appena un paio di minuti prima.

La gara, come detto, fino a 20’ dalla fine è stata tutt’altro che spettacolare, e non c’è nemmeno da sorprendersi. Il piano-partita di Mazzarri è limpido: intasare ogni linea di comunicazione tra la coppia Pirlo/Bonucci e il resto della squadra, alzando il pressing e provando a rubare palla per far male in contropiede, con quell’attaccante di rara intelligenza ed efficacia che è Rodrigo Palacio. La Juve soffre il modo di interpretare la gara dell’Inter e, pur mantenendo in mano il gioco per gran parte del tempo, non riesce a scalfire il fortino nerazzurro se non in due occasioni speculari, entrambe generate da un inserimento di un incursore (Vidal e Pogba) e da una visione di Andrea Pirlo, nelle rare circostanze in cui è riuscito a sfuggire all’asfissia. Nel primo caso, il cileno viene steso in area da Taider: sarebbe rigore, ma il giudice di porta si accorge di un leggero tocco di mano da parte del bianconero e ferma tutto. Nel secondo, Pogba sfugge alla marcatura dell’altrimenti perfetto Campagnaro, ma il suo sinistro volante è respinto da Handanovic. L’Inter, da parte sua, si affaccia giusto un paio di volte dalle parti di Buffon, con un sinistro di Nagatomo sugli sviluppi di un corner e con una fulminea ripartenza Alvarez-Taider, vanificata dalla respinta di piede del portiere della nazionale.

Copione identico nel secondo tempo, con una sensibile differenza: le pile bianconere sembrano esaurirsi molto più rapidamente di quelle nerazzurre. L’Inter cresce, non subisce nemmeno più l’iniziativa della Juve, anche se si tiene ben lontana da Buffon. Dopo 25’ di muro contro muro, Mazzarri prova a far saltare il banco: fuori Taider e dentro Icardi, con l’ottimo Alvarez che retrocede in mediana. Mossa ispirata, perché 3’ è lo stesso Alvarez a sradicare l’ennesimo pallone, questa volta a un Chiellini stranamente molle, e a condurre il velenoso contropiede che Maurito suggella con un destro imparabile: 1-0 e quarto gol in tre partite alla Juve per Icardi. Brutto guaio per Conte, ma non si è bicampioni d’Italia per caso, non quando si ha un giocatore come Arturo Vidal. Il cileno, fuori fase fino a quel momento, trasforma un cross dal fondo di Asamoah in una girata mancina in stile Gerd Muller contro l’Olanda ed è 1-1: meraviglioso. Il pareggio rianima i bianconeri, che nell’ultimo quarto d’ora sfiorano il colpo del kappaò in almeno tre occasioni, con Tevez, lo stesso Vidal e soprattutto Isla, il cileno minore che quest’estate stava per passare proprio all’Inter. La porta di Handanovic resiste e in fondo è giusto così.