Il padre di Giannelli Imbula, Willy Ndangi, attacca gli intermediari attivati dall’Inter nel corso della trattativa che alla fine non si è concretizzayta.

“L’Inter aveva manifestato il suo interesse e noi eravamo felici. Il club nerazzurro è tra i più prestigiosi al mondo ed alle spalle ha un progetto ambizioso”, ha dichiarato Ndangi in una intervista rilasciata al Journal Du Dimanche..

Poi, però, il collegamento si è interrotto. All’improvviso. “Abbiamo cercato un contatto, ma non c’è stato nulla da fare. Niente notizie, neanche da Roberto Mancini. Per quattro giorni, da martedì a sabato, nessuna notizia”.

L’Inter si è svegliata quando era troppo tardi. “Si è rifatta viva quando ha capito che c’era qualcosa di concreto con il Porto. Il loro sistema mi fa schifo. Sono giunti anche degli sms minacciosi da parte degli intermediari”.

“Non è stata una questione di soldi. L’Inter ha preso Kondogbia ed immaginavo che con l’acquisto di Giannelli avrebero formato un centrocampo fortissimo”.

Niente da fare invece. Ndangi ha svelato alcuni retroscena dell’operazione. In vantaggio c’era il Valencia. Aveva offerto un ottimo ingaggio, ma non parlando mai con l’Olympique. Il Porto è entrato in gioco quando ha offerto all’Om la stessa cifra proposta dall’Inter”.

“Il Porto, però, offriva più o meno lo stesso ingaggio percepito da mio figlio in Francia. Poi c’è stato il silenzio dell’Inter ed il Porto che si è rifatto vivo con una offerta di due volte e mezza superiore alla precedente. Così abbiamo accettato. Il Milan? Il Porto ha gli stessi intermediari dei rossoneri, gli uomini della Doyen Sports. Non potevano trattare lo stesso calciatore per due club contemporaneamente”.

“Ora Giannelli è al Porto. E’ felice. Perché l’allenatore, Julen Lopetegui, lo ha voluto fortemente”.

Ndangi ha poi tenuto a precisare che le accuse erano rivolte non all’Inter, ma agli intermediari a cui il club nerazzurro si è affidato.