Esame di maturità: immagine fin troppo abusata nella letteratura calcistica, eppure quantomai utile per descrivere il posticipo della quinta giornata di Serie A. A San Siro, andrà in scena il match tra Inter e Fiorentina, entrambe appaiate a 10 punti in classifica ed entrambe alla caccia di quel successo che farebbe lievitare non solo la posizione, proiettandole al secondo posto in condominio con Napoli e Juventus, ma anche la propria autostima. Sfida nella sfida, quella tra Mazzarri e Montella, il primo allenatore del secondo ai tempi della Sampdoria.

I due volponi conoscono bene l’avversario e l’arte della polemica pretestuosa. Il tecnico nerazzurro ha lanciato una frecciata ai viola, che torneranno in campo solo lunedì sera (e non domenica, come l’Inter): tattica Conte, insomma. Montella, invece, ha preferito ispirarsi ad Allegri, sottolineando la differenza di budget tra la Fiorentina e l’Inter, gettando di fatto tutto il peso psicologico sul collega, evidentemente chiamato a non fallire. Il primo rivela tutto il suo amore per Giuseppe Rossi; il secondo ricambia, indicando in Ricky Alvarez il sogno proibito dell’estate appena trascorsa. Schermaglie, ma senza acrimonia. Resta il fatto che la partita va vinta sul campo e i due finti litiganti, non a caso, scartano ogni ipotesi di turnover, lanciando l’undici titolare, al netto ovviamente degli infortuni e delle squalifiche. Ancora panchina per Diego Milito, che verrà fatto rientrare gradualmente; tra i viola, fuori Gomez e Cuadrado, Rossi sarà l’unica punta, con Joaquin e Mati Fernandez a supporto. Prima volta di Massimo Ambrosini a San Siro con una maglia diversa da quella rossonera.

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Taider, Cambiasso, Guarin, Nagatomo; Alvarez; Palacio. All. Mazzarri

FIORENTINA (4-3-2-1): Neto; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Ambrosini, Borja Valero; Mati Fernandez, Joaquin; G. Rossi. All. Montella