Nero su bianco. Danilo D’Ambrosio ha firmato il prolungamento contrattuale con l’Inter. Il terzino rimarrà legato ai colori nerazzurri fino al 2021.

La nota ufficiale

La stessa società nerazzurra ne dà l’ufficialità, attraverso una nota pubblicata sul proprio sito e sui profili social. “F.C. Internazionale - si legge - annuncia di aver depositato il rinnovo del contratto di Danilo D’Ambrosio. Il difensore nerazzurro vestirà la nostra maglia fino al 30 giugno 2021. Arrivato all’Inter nel gennaio 2014, Danilo ha nel tempo collezionato 97 presenze, 7 gol e 5 assist. In questa stagione D’Ambrosio è stato l’esterno difensivo con più presenze tra i nerazzurri e secondo solo a Miranda per numero di palloni recuperati tra i giocatori di movimento. Prestazioni che gli sono valse anche la prima convocazione in Nazionale italiana”.

D’Ambrosio: una lunga gavetta

Nato a Napoli il 9 settembre 1988, D’Ambrosio cresce nel vivaio della Salernitana. Poi il passaggio alla Fiorentina, con cui viene integrato in prima squadra. Nel gennaio 2008 approda al Potenza, tra le cui fila colleziona dieci presenze. A fine campionato viene preso in comproprietà dalla Juve Stabia. Per le Vespe disputa una stagione e mezza. Il 12 gennaio 2010 lo acquista il Torino, sempre con la formula della comproprietà. In Piemonte avviene la sua consacrazione: conquista la Serie A, ed ha un ottimo impatto nella massima serie.  Nel mercato di riparazione 2014 il trasferimento all’Inter, dove completa la stagione 2013-14 con 11 presenze. Utilizzato con sempre maggiore frequenza, D’Ambrosio ha già disputato 30 partite nella stagione in corso. Un periodo magico per D’Ambrosio, culminato con l’esordio in Nazionale e con la nascita del suo primogenito Leonardo.

È fatta per Berardi

Oltre ai rinnovi, l’Inter opera in entrata. Il ds Ausilio ha praticamente raggiunto l’intesa per Berardi. Per l’attaccante, valutato 40 milioni, verrà girato agli emiliani Caprari. Battuta la concorrenza di Liverpool e Atletico Madrid. E dal club di Squinzi preleverà anche Pellegrini. Sempre che la Roma non esercita il suo diritto di riscatto.