Tre punti fondamentali colti con la nona vittoria per 1-0 (su 18 in totale in campionato, praticamente una partita su due) al Castellani contro l’Empoli da parte di un’Inter tutt’altro che bella ma di un cinismo che forse così non s’era mai visto. Grazie a una rete di Icardi allo scadere del primo tempo (assistito da Perisic), che fortunatamente fa quello che sa fare meglio, ovvero segnare, i nerazzurri rimangono saldi in vetta alla classifica tenendo così il passo delle concorrenti, Juventus, Fiorentina e Napoli, tutte vincenti nella 18a giornata di campionato.

Dispiace, a livello per così dire di deontologia calcistica, se ce ne fosse davvero una, per l’Empoli, al quale manca anche un rigore quando al 72′ Murillo aggancia il piede di Pucciarelli in area con Celi che fa cenno di proseguire, che sul piano del gioco si comporta decisamente meglio dell’Inter mettendo in luce una migliore organizzazione nelle due fasi e mostrandosi complessivamente più squadra rispetto agli avversari, maggiormente confusionari e inconcludenti.

L’Inter, al contrario dell’Empoli, va spesso in difficoltà in fase d’impostazione della manovra. Il pressing portato alto dai toscani si dimostra spesso efficace a frenare ab origine l’iniziativa dell’Inter e a far perdere palla in uscita. Molti gli errori della compagine nerazzurra in tal senso, anche da parte dei più esperti come Miranda. Con un centrocampo non troppo affidabile e farraginoso (Brozovic non in gran giornata, Kondogbia, al solito, deludente e Medel utile in una sola fase di gioco) l’Inter è costretta ad affidarsi ai lanci lunghi, sperando di trovare Ljajic o Perisic, o azzardando lunghe discese sulle catene laterali da parte di D’Ambrosio e Nagatomo.

Vero è che, per fortuna di Mancini, a questa Inter basta davvero poco per far male. E anche senza Jovetic tenuto in panchina e serbato per un’apparizione solo sul finale, ci pensa il bomber Icardi a togliere le castagne dal fuoco, con l’ottavo gol stagionale, ancora una volta decisivo per una squadra che non può sperare di affidarsi sempre sulle qualità dei singoli.