Momento delicato quello vissuto dall’Inter. La squadra ha pressoché fallito l’aggancio al terzo posto, che varrebbe la possibilità di agganciare Champions e decine di milioni di euro, il club starebbe navigando in acque finanziare tutt’altro che solide (rese ancor più fragili dai risultati sportivi) e sarebbe alle prese, niente di meno che, con una specie di spy story.

Secondo quanto scritto da Repubblica, in una recente riunione l’amministratore delegato Michael Bolingbrok ha raccomandato ai dipendenti di non divulgare all’esterno segreti aziendali.

Il motivo? La scoperta di una cimice all’interno di uno degli uffici del club nerazzurro. Il dispositivo per le intercettazioni ambientali è stato mostrato da Bolingbroke ai presenti, ai quali è stato svelato che sì, l’Inter è probabilmente oggetto di spionaggio.

Nel corso della riunione, Bolingbroke ha anche rassicurato i dipendenti (diverse decine) rispetto al futuro del club. L’Inter ha un futuro, il club non sarà smembrato e Thohir non è disposto a cedere quote azionarie al primo che capita.

Resta, però, in piedi la possibilità che l’imprenditore thailandese ceda il 20% alla Suning, importantissima azienda cinese di elettrodomestici.

Thohir, a caccia di nuove risorse per costruire la squadra del futuro, riceverà gli emissari della Suning alla Pinetina, cercando di far capire ai suoi ospiti che investire nell’Inter potrebbe risultare un affare.

Intanto, Massimo Moratti, proprietario col 29,45% delle quote, resta alla finestra. La sensazione è che, in un modo o nell’altro, l’assetto societario nerazzurro possa cambiare a breve.