Dopo l’ennesima brutta sconfitta dell’Inter (e con la Juventus, essendo una sfida molto sentita in casa nerazzurra, brucia di più) allo Stadium, Mancini è in silenzio stampa ma a parlare, lanciando un forte j’accuse nei confronti dei propri giocatori, dell’atteggiamento mostrato in campo (quasi da ko tecnico), è il direttore sportivo Piero Ausilio, durissimo in conferenza stampa: “Noi vorremmo che tutti facessero un esame di coscienza. Lo fa la società, lo fa Mancini, anche con noi, vorremo che lo facessero anche i giocatori, perché non possiamo appellarci sempre agli episodi. È il momento di alzare l’asticella, bisogna capire che indossare la maglia dell’Inter vuol dire tante cose, prima di tutto vuol dire avere delle responsabilità. Non credo che ci sia bisogno di misure speciali o di minaccia, ma bisogna cambiare marcia“.

Per uno che non intende parlare (ma lo farà, presto o tardi), il Mancio, ce n’è dunque un altro che non ha peli sulla lingua e, forse per la prima volta da che è all’Inter, alza anche la voce e i toni, ma spiega altresì lucidamente le ragioni della sconfitta: “È una sconfitta che fa male ma va anche contestualizzata la situazione. Qui a Torino hanno perso tutte le grandi, non è una giustificazione ma non sono questi i punti persi da noi. Al di là dei primi dieci minuti avevamo fatto un ottimo primo tempo mentre non mi è piaciuta per niente la ripresa dove siamo entrati senza concentrazione e a questo livello, per chi indossa questa maglia, non è accettabile. Troppi cambi di modulo? I sistemi nel calcio contano poco, contano molto di più lo spirito e la personalità. Oggi noi e la Juve abbiamo giocato con lo stesso modulo, dovevamo vincere qualche duello personale, soprattutto sugli esterni“.

L’assenza di Brozovic, l’unico centrocampista con materia grigia dell’Inter eccezion fatta per l’ancora acerbo Gnoukouri, ha pesato molto e il gioco nerazzurro ne ha risentito. Il mercato faraonico di Mancini è, in tal senso, perennemente sotto accusa: “Le cose che abbiamo fatto sul mercato – prosegue Ausilio, sia in estate che a gennaio, sono state concordate con il tecnico. Quel tipo di giocatore è difficile trovarlo e quei pochi che ci sono non te li vendono o li cedono a prezzi per noi improponibili. Questa è la squadra, noi siamo questi, comprare tanto per farlo non serve a niente. A calcio si può giocare anche senza un regista se si fanno determinati movimenti: questa sera anche con un regista non è detto che avremmo vinto“.

Dopo lo 0-2 dello Stadium anche obiettivi e ambizioni vengono inevitabilmente ridimensionati: “Se è fondamentale il terzo posto anche per il mercato? Avere o non avere la Champions League cambia ma una società non può pensare di impostare una propria progettualità solo sulla certezza di giocarla o non giocarla. Noi in Italia parliamo tutti del terzo posto pensando che garantisca la partecipazione ai gironi ma se andiamo a vedere negli ultimi anni le squadre arrivate terze sono sempre state eliminate ai preliminari, quindi bisogna lottare adesso ma, nel caso, anche dopo aver raggiunto il terzo posto“.

E anche ai microfoni di Sky Sport, Ausilio è un fiume in piena contro la squadra: “La classifica si commenta da sola. Non so quale altra squadra abbia perso così tanti punti. Non sono i punti persi allo Juventus Stadium il problema, il problema sono quelli persi con le altre squadre. Non penso nemmeno che la classifica dell’Inter sia questa. Dobbiamo tirarci su le maniche e pedalare. Deluso è poco, sono incazzato nero. Sento parlare di regista, ma non possono mancare altre caratteristiche: la qualità tecnica, la personalità, il sacrificio e le palle. Se Mancini mi soddisfa? Ho parlato solo dei giocatori e della loro personalità. Abbiamo un progetto con Mancini, questa è la strada. Con lui costruiremo questa e l’Inter del futuro“.