Insigne si è fatto grande. Ed ecco che impazza il tormentone: merita lui la maglia del Pibe? Dilagano i commenti sui social, Lorenzo dimostra la maturità di un campione.

Insigne: “La 10 non mi spaventerebbe”

La maglia numero 10? Mi tengo stretto il mio 24. Sarebbe bello e non mi spaventerebbe, anche se sappiamo l’importanza che ha visto che l’ha indossata Maradona. Spero comunque non sia la società a prendere questa decisione, ma sia lui stesso a dire che qualcuno può prenderla. Insigne guarda però oltre: “La società, con il mio rinnovo e quello di Mertens, ha dato segnali di voler crescere e di raggiungere traguardi importanti ha racconta a Sky-. Penso che lo stesso discorso lo faranno con Pepe Reina. Come sanno tutti è fondamentale per la squadra, per noi e per lo spogliatoio. Sono convinto che la società e i dirigenti faranno la scelta giusta e spero fino all’ultimo che troveranno un accordo per farlo rimanere”.

“Donnarumma? Sognano tutti il Real, ma rimanga al Milan”

L’uomo del momento si chiama Donnarumma: Spero rimanga in Italia perché non voglio che i giovani italiani forti lascino il nostro Paese e vadano all’estero visto che ormai da noi arrivano solo stranieri – spiega Insigne -. Personalmente gli ho consigliato di fare la scelta giusta per lui, al di là dei soldi. Se il Real Madrid o il Milan ti dà qualcosa di più o di meno cambia poco, ha 18 anni e non deve pensare già al denaro. Il Real è sempre il Real. A 18 anni la loro chiamata ti fa sognare perché è la squadra che desiderano tutti”.

Della Monica: “E’ il calciatore a far diventare famoso il numero”

Sulla maglia è intervenuto poi Franco Della Monica, agente di Insigne: “Lorenzo è contento della maglia numero 24. Sta diventando un numero importante proprio perché ce l’ha lui. E’ il calciatore a far diventare famoso il numero. Questo numero gli porta fortuna, ma la 10 è il sogno di ogni bambino. Avrebbe piacere a portarlo. Ha sempre avuto talento, ma giustamente per arrivare al top, bisogna fare un determinato percorso e raggiungere una certa maturità”.