Insigne sta tornando. Il “figlio di Napoli” tanto amato dai partenopei ha dovuto combattere con  un periodo buio, di grande confusione ed incertezza. La palla che non vuole proprio saperne di entrare in porta. I movimenti troppo spesso imprecisi. L’imprevedibilità troppo prevedibile per l’avversario. Le prestazioni al di sotto della norma, che nella gara di Coppa Italia con la Lazio (leggi qui la cronaca) costano care: tanti infatti i fischi e i mugugni da parte del pubblico, del suo pubblico. Ora, nel match di campionato con il Milan (clicca qui per la cronaca), si è visto un Insigne in crescita e dal movimento fluido. L’attaccante non è stato autore di alcun goal, ma poco importa per il contributo qualitativo dato nuovamente alla squadra. “E’ stata una vittoria importante. Ci sono state distrazioni anche nella partita con i rossoneri, ma abbiamo dato il massimo e siamo riusciti a portare la vittoria a casa”, la gioia del giovane di Frattamaggiore che è stato ospite della trasmissione “In casa Napoli” sulle frequenze di PIUENNE, canale televisivo campano.

L’azzurro ha parlato di tutto davanti agli ospiti presenti in studio. Il suo amore per la famiglia che lo ha sempre seguito e supportato nelle scelte, per la moglie Jenny e il loro figlio Carmine. I suoi idoli calcistici del presente e del passato, Del Piero e Maradona. La sua profonda dedizione al calcio (una passione da quando era piccolo). La Nazionale. Non avrà avuto fortuna a scuola, ma di certo l’ha avuta nel disporre di piedi davvero raffinati.

Ha parlato soprattutto dei tifosi, di coloro che lo sostengono: “Ringrazio i tifosi che mi hanno acclamato al momento della mia sostituzione. Sono rimasto stupito dall’atteggiamento del pubblico, non ho risposto all’applauso ma non mancherò di farlo. Un attaccante quando scende in campo vuole fare goal a tutti i costi, ma l’importante è che riesca a portare tutta la squadra alla vittoria. Io sono a disposizione della squadra, di quello che mi chiede il mister. Quando sono stato sostituito con il Milan ero stanchissimo, ho chiesto io la sostituzione. Io ho lavorato con tre grandi allenatori, Zeman, Mazzarri e Benitez. Cerco di prendere un po’ di ciascuno di loro”.

Ha parlato anche di coloro che solo qualche gara fa lo hanno fischiato: “Essere fischiato dai tuoi cittadini fa male, ma loro sono tifosi e se vedono che non sto dando quello che posso dare è normale. Ho sbagliato ad avere una certa reazione, ma ora è tutto a posto”.

Il discorso si è poi focalizzato su aspetti più tecnici, su di un modulo che forse non gli permette di esprimersi a dovere: “Con il modulo di Benitez mi trovo abbastanza bene, anche se con le mie qualità, per aiutare in fase difensiva, arrivo stanco sotto porta. L’importante è che aiutiamo i centrocampisti, e se il tecnico vuole che faccia determinate cose le faccio. Lui spesso, in allenamento, mi lascia da solo a calciare per fare in modo di abituarmi a tirare anche in modo diverso, non solo a giro”.

Riguardo al confronto tra Higuain e Cavani, l’attaccante specifica che l’argentino è più un uomo-squadra rispetto all’uruguaiano che tendeva ad accentrare molto il gioco su di sé, mentre sulla partita che vedrà il Napoli protagonista con la Roma al San Paolo nella serata di domani in Coppa Italia ha dichiarato: “Ce la metteremo tutta. Un calciatore che ruberei alla squadra capitolina? Nessuno, ho fiducia nei miei compagni”.

Poi si dà un voto: un 7 o un 8 per il suo lavoro in un ruolo ben diverso da quello messo in pratica sul campo negli anni passati.

Su Balotelli sottolinea che il giovane non è come voglia apparire. Parla di un Super Mario ben lontano dai polveroni dei giornali (per approfondimenti clicca qui), di un bravo ragazzo capace di scherzare con tutti.

La parte finale dell’intervista non può però non dedicarla al capoluogo campano e alla squadra azzurra: “Nella compagine siamo tutti importanti, nessuno è indispensabile. Non so se un giorno per la mia carriera lascerò Napoli, a me dispiacerebbe. Io sto bene qua e penso solo alla maglia partenopea”.

A cura di Maria Grazia De Chiara