“Ai tempi di Marino ho avuto paura di non essere scelto come titolare. C’erano tanti giocatori ed io ho avuto difficoltà ad integrarmi, anche con la lingua. Poi un giorno ho detto a me stesso che potevo farcela, che dovevo reagire, e così sono andato avanti.

Il Napoli? Giravano molte voci. Mi volevano varie squadre ma io ho scelto di vestire l’azzurro perché il club è serio ed è quello che mi ha voluto di più”.

Esordisce così Gokhan Inler, centrocampista della compagine partenopea, ospite del programma televisivo ‘In Casa Napoli’ in onda sul canale PIUENNE.

Il calciatore svizzero ha conversato con i vari ospiti presenti in studio rilasciando le seguenti dichiarazioni.

“E’ stata divertente la messa in scena organizzata dal Presidente al mio arrivo. Dopo ho voluto vedere Napoli, il Vesuvio e Pompei.

Sono stato sotto la gestione ‘Mazzarri’. Prima di andare via il mister ci ha spiegato cosa sarebbe accaduto. Era emozionato e commosso, mentre noi stavamo tutti in silenzio nello spogliatoio.

Ora c’è Benitez e sono cambiate tante cose. Il mister ci sprona a guardare avanti, a non mollare. Si arrabbia anche, ma lo fa per motivarci. E’ uno che pensa tanto e ci dice tante cose per farci migliorare.

La partita con l’Udinese non è andata bene, è stato commesso un errore e sia io che Behrami non sapevamo che fare. Purtroppo è difficile giudicare una gara, perché questa è fatta di episodi. A volte gli attaccanti non riescono a rientrare sugli avversari così come noi perché sono stanchi. Non è facile. Ora dobbiamo crescere e migliorare perché sappiamo di avere dei limiti. Dobbiamo crederci, solo se restiamo uniti possiamo farcela.

Tra poco avremo l’appuntamento di Coppa Italia, mancano due settimane. Ma prima abbiamo la gara con l’Inter, che è fondamentale.

Su Behrami? Mi interessa la mentalità della squadra, dobbiamo avere tutti lo stesso obiettivo.

Jorginho? Si è integrato bene e può crescere ancora tanto. Hamsik invece non si discute. Si impegna tanto e si allena moltissimo, lui sa cosa deve fare.

Io do il mio contributo e se riesco a chiudere  le partite sono più contento, ma per me è importante l’unione della squadra. Se riesco ad essere utile per i miei compagni sono soddisfatto.

Il mio sogno è  di vincere ogni match”.

(foto by Infophoto)