Sanzione esemplare per il ‘bad boy’ del calcio inglese Joey Barton. Il centrocampista del Burnley è stato squalificato per 18 mesi dalla FA con effetto immediato, reo di aver scommesso su ben 1260 gare tra il 26 marzo 2006 e il 13 maggio 2016. Al 34enne inglese anche 30.000 sterline di multa.

Ritiro annunciato

La decisione mi costringe al ritiro - ha commentato Barton -, ma sono deluso dalla durezza della sanzione”. Poi l’ammissione: “Tra il 2004 e il 2011 ho scommesso anche contro la mia squadra”. La FA ha deciso di punirlo per “cattiva condotta in relazione alle scommesse. Tra il 26 marzo 2006 ed il 13 maggio 2016 ha effettuato 1260 scommesse sulle partite di calcio, violando così la regola E8 della FA. In seguito all’udienza della Commissione, il centrocampista del Burnley è stato anche sanzionato con 30 mila sterline di multa”.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Sono anni che Barton è un accanito scommettitore: Dal 2004 ho piazzato più di 15mila scommesse su tutta una serie di sport, poco più di 1200 sul calcio e con poche sterline. Mi piace guardare lo sport e prevedere il risultato. Tra il 2004 e il 2011 - ammette Barton - ho scommesso anche contro la mia squadra, ma in queste poche occasioni non giocavo e non ero nemmeno in panchina. Non potevo influenzare il risultato in alcun modo. L’ultima di queste scommesse contro la mia squadra risale a sei anni fa, quando stavo attraversando un periodo delicato e quando la FA non era ancora così rigida in queste cose”.

Barton: “Ce ne sono altri come me”

Lungo stop forzato che il giocatore reputa eccessivo: “Sono molto deluso per questo, anche se ammetto di aver violato il regolamento. Sento però che la pena è più pesante di altre precedenti assegnate a giocatori meno controversi di me. Penso che se la FA fosse veramente seria nell’affrontare questo problema, dovrebbe guardare prima di tutto alla propria dipendenza dalle società, dal loro ruolo nel calcio e dalle trasmissioni sportive, piuttosto che incolpare i giocatori che fanno una scommessa”. Poi l’attacco: Non sono il solo ad avere problemi con il gioco d’azzardo nel calcio. Sono cresciuto in un ambiente dove le scommesse erano e sono ancora parte della cultura. A me piace competere, amo vincere, sono anche dipendente da questo. Il calcio non è sicuramente un ambiente facile per chi vuole smettere di giocare. E’ come chiedere ad un alcolista di recuperare in una pub o una birreria. Ogni volta che sollevo una maglia da gioco sto sponsorizzando una società di scommesse”.