L’industria del calcio è da tempo oggetto di discussione. Sia per lo strapotere economico dei maggiori club d’Europa che per le cifre da capogiro sborsate per la compravendita dei calciatori. Misure come il fair play finanziario stanno cercando di mettere un freno allo sperpero ingiustificato, non solo per una questione etica e di sostenibilità ma anche perchè la regola “chi più spende più guadagna” non trova grandi conferme. Lo conferma un report esclusivo sulle prospettive economiche nell’industria del calcio realizzato da Ticketbis, la piattaforma di compravendita di ingressi per tutti i tipi di eventi sportivi e di spettacolo.

Lo studio analizza diversi ambiti nei quali convergono il calcio e l’economia, come il prezzo dei gol nei diversi stadi, l’affluenza turistica (qui i dettagli), il valore delle squadre calcistiche viste come imprese e l’investimento milionario dei club con l’obiettivo di vincere una delle quattro leghe più importanti del mondo. Portare a casa un titolo non è semplice per nessuno, neanche per la società che impiega maggiori capitali. Nella scorsa stagione, nei quattro grandi campionati, solo il Barcellona ha vinto la Liga dopo aver speso più di tutte le altre per quanto riguarda il monte ingaggi. Diversamente hanno fatto Chelsea, Juventus e Bayern Monaco che, pur non essendo al comando della classifica degli investimenti, hanno arricchito il loro palmares.

Non è una sorpresa che la Premier League doppi La Liga e la Serie A sia solo al terzo posto. Il campionato inglese ha speso oltre 1.210 milioni in acquisti, mentre le squadre iberiche hanno investito poco più di 551 milioni di euro. Dal canto suo, la squadra che ha sperperato più denaro è stata il Manchester United, capace di sborsare 195 milioni di euro per “zero tituli” con tanto di eliminazione dalla Champions League quest’anno. Segue la Serie A, con 430 milioni di euro e la Bundesliga, con 363 milioni. Malgrado i massicci investimenti, negli ultimi cinque anni solo una squadra inglese è riuscita a vincere la Champions League (il Chelsea nella stagione 2011/12).

In Italia, è stata la Roma a detenere il primato nella scorsa stagione in termini di investimenti in ingaggi, con ben 100,56 milioni di euro. Seconda piazza, staccatissima, per la Juventus, che ha messo sul piatto 46 milioni di euro. Quanto alla Spagna, Real Madrid e Barcellona vantano spettatori da tutto il mondo e sono le regine assolute in termini di introiti dal merchandising ma anche di spesa per gli acquisti, rispettivamente 143 e 166 milioni di euro.

Curioso, infine, il dato sul prezzo del gol: nell’analisi proposta da Ticketbis, si calcola il prezzo di un gol attraverso una formula che combina la media dei gol segnati in ogni stadio con il prezzo medio degli ingressi secondo i dati della piattaforma. Emerge che lo stadio Olimpico di Torino è quello con il prezzo medio del gol più caro (62,30 euro), oltre il triplo rispetto al San Paolo di Napoli (18,32 euro), lo stadio in assoluto più economico in Europa. Pur non essendo il campionato più appetibile d’Europa, la Serie A è il campionato tra i 4 grandi europei in cui assistere a un gol costa meno (40,49 euro in media) seguita da Bundesliga e Liga. Più dispendioso, invece, vedere una rete in Premier League: 71,80 euro. E la sterlina c’entra poco.