La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sulla cessione dei diritti tv del calcio, Carlo Tavecchio, intervistato dall’Ansa, ha fatto intendere che sarebbe il caso di passare oltre, perché se salta il banco da un miliardo e 200 milioni, il pallone italiano sarebbe a rischio a sopravvivenza.

‘In qualità di Federcalcio siamo rispettosi del lavoro di giudici e Antitrust’, le parole del numero uno della Figc all’Ansa ‘ma perché intervenire su quella che è l’unica fonte di guadagno del nostro calcio?’.

Inchiesta diritti tv

Tanto per rendere più chiaro il concetto, Tavecchio ha aggiunto che è ‘inutile girare intorno al problema, se viene a mancare il miliardo e duecento milioni di euro provenienti dai diritti tv, qui salta il banco’.

Insomma, pare quasi che Tavecchio voglia chiedere ai magistrati di glissare sulla questione, che potrebbe davvero essere grossa. Così come scrive Repubblica, nessuno, presidente della federcalcio compreso, sa cosa hanno in mano i giudici, ma l’indagine potrebbe scavare un solco della storia del calcio italiano.

Diritti gonfiati?

L’inchiesta sui diritti tv è stata innescata da una indagine dell’Antitrust, che ha cercato di vederci chiaro sulla spartizione della torta fra i vari club di serie A, che sarebbe stata condizionata da alcuni accordi segreti.

Mistero sui documenti finiti tra le mani degli inquirenti, quel che è certo è che la Procura di Milano stia effettivamente indagando sulla faccenda.

La lente d’ingrandimento dei pm Paolo Filippini, Roberto Pellicano e Giancarlo Polizzi si è in soffermata sui diritti televisivi 2015-2018.

Fininvest ha smentito che l’indagine riguardi la cessione del 48% dell’Ac Milan, ma, come riporta Repubblica, nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, il procuratore di Milano, Bruti Liberati, e il procuratore aggiunto Giulia Perrotti. Il legale non ha voluto parlare del contenuto del collquio.