Torna ad alti livelli, stacca John McEnroe nella classifica dei pluri-vittoriosi in tornei ATP arrivando a quota 78 tornei (davanti ci sono Connors a 109 e Lendl con 94) e continua la sua striscia vincente di almeno un titolo all’anno, che dura da 14 stagioni. Roger Federer è Roger Federer, punto.

Battendo Tomas Berdych per 3-6, 6-4, 63, Federer ha conquistato il suo sesto Dubai Duty Free Tennis Championships, ricco e prestigioso torneo ATP 500 sui campi in cemento della città degli Emirati Arabi. Una dolce vendetta sul ceco, che lo scorso anno lo sgambettò proprio qui annullandogli un match point, e sui molti che avevano dato per finita la sua competitività ai piani più elevati del circuito. Questo è il primo titolo dal giugno dello scorso anno. Soprattutto, è la vittoria che scaccia definitivamente la crisi del 2013, che Roger vuole dimostrare essere un semplice periodo di flessione e non l’imbocco del viale del tramonto. In dodici mesi aveva conquistato un titolo e messo assieme quattro vittorie contro giocatori Top10: dopo meno di 60 giorni di 2014, ha già eguagliato queste due statistiche.

Come venerdì, anche in finale Federer ha vinto in rimonta, altro indizio di una tenuta atletica recuperata. Dopo un’ottima partenza, avanti 2-1 e servizio, lo svizzero ha stranamente lasciato il pallino del gioco in mano a un ottimo Berdych. Il ceco si è ripreso il break e si è involato verso la conquista del primo set. Nel secondo, sul 2 pari, Federer si è ritrovato in una situazione pressoché identica a quella in cui si era trovato contro Djokovic in semifinale: sotto di un set e costretto a fronteggiare palla break contro un avversario, in quel momento, superiore. Venerdì si era salvato, sabato il break è arrivato. Ha avuto l’effetto di una sveglia: immediato cambio di marcia e controbreak, e inerzia dell’incontro capovolta nel giro di pochi minuti. Ha conquistato il secondo set vincendo a zero il turno di battuta di Berdych, sul 5-4. La partita è sembrata addirittura conclusa sull’1-0 0-40 in favore di Roger, all’inizio di terzo set. Tomas ha però annullato le tre palle break che l’avrebbero seppellito, e poco dopo se ne è procurata una a sua volta sul servizio di Federer. Roger ne è uscito alla grande e da quel momento in poi ha lasciato andare il braccio definitivamente: il 6-3 conclusivo avrebbe potuto essere ancora più netto, avesse trasformato due match point sul 5-2. Dubai è sempre di più casa sua.

Dall’altra parte del pianeta, ora Indian Wells si preannuncia apertissimo e ricco di spunti, proprio come lo scorso anno. Al via la prossima settimana, il Masters 1000 californiano sarà il banco di prova perfetto per le ambizioni di questo nuovo Roger Federer, troppo presto dato per vecchio.

DUBAI, Emirati Arabi Uniti, 1.400.00 euro, cemento.

Finale: Roger Federer (SUI) b. Tomas Berdych (CEC) 3-6, 6-4, 6-3.