Ilunga Mwepu, è morto ieri all’età di 65 anni, al termine di una lunga malattia. A molti calciofili il suo nome non dirà niente, ma un suo gesto, passato alla storia del mondo del pallone, sì.

Brasile-Zaire, terza partita della fase a gironi dei mondiali di Germania’74 valida per il gruppo 2. Come da pronostico, i verdeoro stanno vincendo contro gli africani senza problemi. Il punteggio è di tre reti a zero, quando viene fischiato una punizione a pochi metri dal limite dell’area di rigore in favore della Nazionale sudamericana. Rivelino si appresta a battere, quando un calciatore, appena udito il fischio dell’arbitro, si stacca dalla barriera dello Zaire per spedire il pallone lontanissimo.

Una giocata per anni considerata ridicola, assurda, senza senso. E che pure, un senso, ce l’aveva. Ilunga Mwepu calciò il pallone prima dei brasiliani, stravolgendo le più elementari regole del gioco del calcio, per paura. Non perché non conoscesse le norme.

A svelare il perché di quell’incredibile episodio furono, diversi anni più tardi, alcuni giocatori di quello Zaire. “Perdemmo la prima partita contro la Scozia, 2-0. Poi subimmo il crollo contro la Jugoslavia, quando perdemmo per novere reti a zero“.

Dopo la rumnorosa sconfitta, degli uomini armati entrano nello spogliatoio dello Zaire minacciando i calciatori: “Se contro il Brasile perderete più di tre a zero sarete uccisi“. Si trattava di emissari di Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga , più semplicemente noto come Mobutu, all’epoca sanguinario dittatore dello Zaire.

Facile immaginare la paura pervadere i calciatori africani sul tre a zero a sfavore ed una punizione quasi dal limite affidata ai piedi di uno dei calciatori più forti del pianeta.

Quella corsa di Ilunga, dalla barriera al pallone, diventa una galoppata verso la vita. E pazienza se il mondo, calciatori brasiliani compresi, ti copre di ridicolo e l’arbitro, il rumeno Rainea, ti ammonisce.

Quella partita non vedrà altri gol. I calciatori dello Zaire avranno salva la vita, ma al ritorno in patria non troveranno nulla di ciò che aspettavano prima dell’inizio di quella avventura mondiale.

Credevamo che quel Mondiale ci avrebbe reso ricchi“, hanno raccontato ancora i calciatori dello Zaire “invece ben presto capimmo che non sarebbe andata così“.

Dopo la prima sconfitta contro la Scozia ci vennero a dire che non saremmo stati pagati, dopo che la Jugoslavia ci travolse arrivarono le minacce di morte“.

Joseph Mwepu Ilunga è stato per anni colonna del Mazembe (club che anni più tardi affrontò l’Inter in finale di coppa Intercontinentale) collezionando 10 presenze con la Nazionale del suo paese.