Non è finita come sperava lui, cioè con l’assoluzione completa. Anzi. Il Tas di Losanna ha respinto la richiesta di assoluzione presentata dai legali di Michel Platini, in merito alla ben nota vicenda dei due milioni di franchi pagatigli dalla Fifa di Blatter per alcune consulenze nel 1999, e ha deciso di confermare la squalifica di Le Roi, riducendola da sei a quattro anni. Una sconfitta bruciante, che di fatto segna la fine dell’era Platini all’UEFA: come annunciato dai suoi legali, infatti, il francese consegnerà le proprie dimissioni al prossimo congresso della Federazione.

Come si ricorderà, Michel Platini era stato sospeso per otto anni insieme al suo compare Joseph Blatter dalla commissione etica della FIFA, squalifica poi ridotta a sei anni dalla commissione disciplinare lo scorso febbraio. Platini e i suoi legali, lo scorso 29 aprile, avevano presentato appello al Tas, confidando nel fatto che pochi giorni prima la commissione etica della FIFA aveva lasciato cadere le accuse di corruzione nei confronti dello stesso presidente UEFA. Ma le speranze di Platini sono rimaste deluse. Il Tribunale, infatti, ha deciso di ridurre solamente la sua squalifica, portandola fino al dicembre 2019, e con essa anche la multa, che passa dagli 80mila ai 60mila franchi svizzeri (circa 55mila euro).

Il Tas, che ha preso la decisione all’unanimità, ha ritenuto colpevole Platini di conflitto di interessi e di aver ottenuto un “vantaggio indebito” da quella transazione di denaro, in violazione degli articoli 19 e 20 del codice di etica sportiva della FIFA. Il francese non è stato invece sanzionato per “violazioni di regole generali di comportamento” né per “violazione di dovere di lealtà” (art. 13 e 15), e questo, secondo il comunicato del Tas, giustifica la riduzione della pena.

Da sottolineare il fatto che il Tas ha riconosciuto il fatto che Platini avesse svolto quel lavoro per la FIFA, ma si è detto “non convinto della legittimità del pagamento di due milioni di franchi, intervenuto otto anni dopo la cessazione dei rapporti di lavoro, che non riposa su alcun documento e non corrisponde alla parte dello stipendio presuntamente impagato”. Infine, il Tas denota l’assenza di pentimento da parte di Michel Platini e sottolinea l’impatto negativo della vicenda sulla reputazione della FIFA.