Come ogni anno, immancabilmente da qualche decade, la rivista statunitense di economia e finanza Forbes non si dimentica di stilare la lista dei club “paperoni” del calcio a livello planetario. C’è chi dal punto di vista strettamente calcistico parla di parabola discendente del calcio spagnolo dopo una quindicina d’anni di dominio quasi incontrastato (e intanto 3 club su 4 hanno conquistato un posto in finale in Champions e Europa League) ma secondo la classifica del rotocalco americano la situazione spagnola, almeno da un punto di vista specificamente economico, sembra essere ancora dominante.

La graduatoria di Forbes parla chiaro: le prime due piazze sono inequivocabilmente appannaggio di Real Madrid e Barcellona. Non si fugge. La Casa Blanca con un valore stimato di 3 miliardi e 645 milioni di dollari (la classifica ha parametri naturalmente statunitensi) risulta per il quarto anno consecutivo il club più ricco del mondo staccando di qualche manciata di milioni gli acerrimi rivali di Catalogna che stanno a 3,5 miliardi di dollari.

Al terzo gradino di questo podio si attesta il Manchester United, primi tra gli inglesi. I Red Devils della famiglia Glazer si attestano sui 3,3 miliardi di dollari, seguiti al quarto posto dal Bayern Monaco. Poi nel resto della top è assoluta dominanza Premier League (ovviamente anche grazie alla questione dei diritti tv) con, rispettivamente, Arsenal, Manchester City, Chelsea, Liverpool e Tottenham al decimo posto. Al nono si inserisce la Juventus con 1 miliardo e 30 milioni di dollari tenere alta la bandiera dell’Italia c’è la Juve, che occupa il nono posto con quasi 1 miliardo e 3 milioni. Sempre secondo Forbes, i primi venti club di tale classifica hanno aumentato in totale il loro valore di circa il 24% rispetto a un anno fa, grazie a diritti televisivi più cospicui e all’incremento dei premi in Champions League.