Bagno di folla nella giornata di ieri in Piazza della Repubblica a Milano per la presentazione del nuovo acquisto dell’Inter Geoffrey Kondogbia che ha dall’hotel ME il Duca ha salutato il popolo nerazzurro con la sua nuova maglia numero 7. In settimana però il mercato interista ha come priorità quello di vendere poiché si ha necessità di sfoltire una rosa intasata che appesantirebbe il monte ingaggi e di far quadrare ovviamente i bilanci per non incorrere in ulteriori sanzioni da parte dell’Uefa.

Mentre si cerca una sistemazione per Andreolli e Vidic (autentico maxi flop di stagione), sembra ormai definita la destinazione di Kuzmanovic al Watford anche se resistono le candidature di Schalke 04, Werder Brema e West Ham. Un’operazione da 3,5 milioni di euro. Anche Nagatomo interessa allo Schalke, così come alla Sampdoria che aveva chiesto informazioni economiche sul giocatore qualche settimana fa ma non esistono al momento offerte tangibili. Nell’affare doriano potrebbe rientrare anche Marco Puscas, che però piace alla Lazio. C’è l’interesse inoltre del Carpi per Obi ma il club emiliano lo vorrebbe in prestito con diritto di riscatto e un finanziamento da parte dell’Inter per l’ingaggio. Dulcis in fundo, la questione Kovacic. La società vorrebbe trattenerlo ma al momento al netto di Icardi è l’unico giocatore sul quale l’Inter può puntare per realizzare ritorni economici consistenti. Non cedere Kovacic significherebbe doverne vendere due tra Guarin, Hernanes e Juan Jesus, o forse tutti e tre. Il prezzo è fissato a 25 milioni di euro, il Liverpool – l’unico club che finora ha avanzato offerte concrete – si è fermato a 20. La trattativa prosegue.

Naturalmente il mercato dell’Inter in entrata è ben lungi dall’essere concluso. Il grosso è fatto e l’ossatura della nuova squadra per la prossima stagione sta assumendo sempre più la fisionomia che Roberto Mancini intendeva dargli ma mancano ancora giocatori per alcuni ruoli chiave: un difensore di fascia, un centrocampista con compiti di regia e un esterno d’attacco che funga da seconda punta e, alla bisogna anche da prima. Per quanto riguarda la figura del terzino, Mancini ha individuato in Martin Montoya del Barcellona l’uomo che fa al caso suo. Cercato anche durante la scorsa sessione estiva di mercato, il catalano è maturato molto nonostante le sole 11 presenze col Barcellona nella scorsa stagione. L’alternativa potrebbe essere Filipe Luis del Chelsea che però agisce sulla fascia sinistra, ma l’Inter potendo disporre di “ambidestri” come Santon e D’Ambrosio non avrebbe problemi da questo punto di vista. Per entrambi si sta cercando la formula del prestito con riscatto.

L’acquisto di Kondogbia non risolve tutti i problemi del centrocampo interista. Sia che mancini adotti una linea a due o a tre centrocampisti, manca la figura di un mediano che sappia impostare il gioco. Congelata la pista Imbula, che appunto non è un regista, i due nomi caldi per il ruolo rimangono Felipe Melo e Thiago Motta. Mancini propenderebbe per il brasiliano ex Juventus poiché ritenuto fondamentale ai tempi del suo Galatasaray e meno oneroso del centrocampista del PSG in rottura totale col club parigino. Il Galatasaray chiede almeno 5 milioni di euro, limabili a 4 e l’Inter ha già fatto una proposta al giocatore per un triennale a 3 milioni di euro a stagione. Il cartellino di Motta costa almeno 2 milioni in più con un ingaggio notevolmente superiore.

Per ciò che concerne il comparto offensivo, il principale indiziato è Mohamed Salah sul quale l’Inter è momentaneamente in netto vantaggio su tutti. Il primo dei diktat del nuovo arrivato sulla panchina della Fiorentina Paulo Sousa impone il riscatto dell’attaccante egiziano dal Chelsea ma – da contratto – va tenuto conto della volontà del giocatore. L’Inter vorrebbe trattarlo sempre seguendo la formula del prestito oneroso con riscatto offrendo un sontuoso ingaggio all’esterno ex Basilea. È una trattativa ovviamente ferma tra i due poli di Firenze e Londra. L’altro nome è quello di Ivan Perisic per il quale il Wolfsburg è disponibile alla cessione ma a non meno di 15 milioni, ritenuti esagerati dai vertici nerazzurri che stanno lavorando a un’offerta un po’ più bassa: 12 milioni più bonus. Va detto che l’eventuale acquisto di uno dei due non esclude necessariamente l’altro.