Scampoli di sereno tornano ad intravedersi a Parma dopo la tempesta che ha investito la società in seguito alle vicende legate all’ammanco finanziario verificatesi nel post-gestione Ghirardi e al mancato pagamento degli stipendi di giocatori e dipendenti del Parma FC. La proprietà, passata per pochi mesi nelle mani di Rezart Taçi, ha cambiato di nuovo proprietario essendo stata rilevata dalla società Mapi Group facente capo a Giampietro Manenti e un conglomerato non meglio definito di investitori esteri.

Proprio il nuovo presidente Manenti, insieme al manager Fiorenzo Alborghetti, ha voluto durante una conferenza stampa specificare i termini della questione Parma affermando “stiamo facendo una gara contro il tempo. Entro il 12 febbraio partiranno le prime tranches dei bonifici per sanare le inadempienze. Il 16 – termine ultimo della messa in mora – e i giorni successivi pagheremo altre tranches e abbiamo profilato un piano quinquennale per risanare i bilanci e riportare il Parma ai vertici del calcio italiano. Rispetteremo quindi le scadenze, i giocatori possono stare tranquilli”.

Nell’attesa di nominare un nuovo cda (cosa che avverrà nei primi giorni della prossima settimana) e che i fatti poi seguano alle parole, ci si chiede se davvero questa possa essere la volta buona perché anche in questa occasione parole sì, anche se neppure troppe a dire il vero e cifre no. Manenti infatti non ha voluto parlare né di numeri né tanto meno ha fatto nomi precisi o esibito documenti sui presunti investitori della costellazione Mapi Group.

Ciò che allo stato attuale delle cose si conosce di questa società, oltre alle intenzioni svelate da Manenti, è che Mapi Group è una società di consulenze che gravita nella costellazione Gazprom, sorta di società satellite del Parma ai tempi di Ghirardi risulta presieduta al 50% da Giampietro Manenti e la moglie Isabella Camporesi con sede legale a Nova Gorica (Slovenia) e dichiara un capitale sociale di 7.500 euro. Non ha dipendenti e non ha dichiarato utili nell’ultimo anno sociale. Si conoscono anche alcuni precedenti da parte di Manenti come quello della volontà di acquisire la Pro Vercelli e il Brescia di Corleoni seguita dal suo dileguarsi nel nulla dopo una serie di promesse.