Piccolo grande Frosinone, il club laziale proveniente dalla Lega Pro che centra una storica promozione in Serie A, prima volta in assoluto dall’anno della sua fondazione, 1l 1912, e dalla sua rifondazione dopo il fallimento, nel 1959. Piccola come una città di provincia, grande come un sogno, la squadra di Roberto Stellone festeggia l’incredibile successo al termine di una stagione meravigliosa e va ad aggiungersi a un’altra straordinaria realtà di provincia come il Carpi, dominatore incontrastato della Serie B, a dispetto di chi aveva scongiurato la promozione in Serie A di queste minuscole provinciali. Un nome e un cognome possono bastare: Claudio Lotito. Era stato infatti il presidente della Lazio, al centro della polemica in Figc qualche mese fa, che proprio nei confronti delle due società promosse in A in una telefonata al presidente dell’Ischia Pino Iodice si era espresso in questi termini: “Se me porti su il Carpi… Una può salì… Se mi porti squadre che non valgono un c… Noi fra due o tre anni non c’abbiamo più una lira [...] fra tre anni se c’abbiamo Latina, Frosinone, chi c… li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone.” scatenando la bufera.

Quindi Carpi e Frosinone non soltanto esistono ma se la giocheranno con Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio etc. durante la prossima stagione e non è detto che queste cosiddette “minori” penalizzino l’appetibilità del campionato. A tal proposito è il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe che dai microfoni di Radio Anch’io offre il calumet della pace a Lotito, magari dopo una bella cena: “Una cena con Lotito? Certamente, è il tempo di superare queste polemiche. Come ho detto a Claudio l’aspetto finanziario è una condizione necessaria ma non sufficiente, se togli l’aspetto della fantasia e della passione ammazzi il calcio che non deve restare solo un fatto di elite“. Va aggiunto che il Carpi aveva ridotto il budget di stagione del 40% in estate e il Frosinone neo-promosso in B non era certo nelle condizioni di programmare una stagione da promozione.

Il presidente frusinate poi aggiunge qualche considerazione sul futuro in Serie A del suo club auspicando un calcio in generale maggiormente sostenibile a livello economico: “La stella polare che dovrà darci l’ispirazione sarà quella di un calcio sostenibile. Eravamo partiti con altri obiettivi e strada facendo si sono create le condizioni per centrare questo obiettivo per meriti nostri e demeriti di altri. Cercheremo di essere degni dell’opportunità che abbiamo e di far rimanere il Frosinone nella massima Serie. Ho realizzato il sogno di mio padre e questo mi riempie d’orgoglio“.