Notte magica quella del Pescara che nel match di ritorno dei playoff pareggiando 1-1 con il Trapani di Serse Cosmi riconquista la Serie A grazie al raggiungimento del terzo gradino del podio dopo Cagliari e Crotone. L’attesa è durata poco perché dopo soli 3 anni il club abruzzese può tornare a calcare i palcoscenici più importanti del calcio italico. Era solo il 5 maggio del 2013 quando il Pescara allenato da Christian Bucchi (passato a guidare la prima squadra dopo aver guidato la Primavera), sconfitto dal Genoa per 4-1, veniva condannato di nuovo alla serie cadetta.

Un capolavoro compiuto e voluto da Massimo Oddo, pescarese doc nonostante non abbia mai indossato da giocatore i colori della sua città. Un destino, però, inscritto nella sua appena iniziata carriera di tecnico. Una stagione pazzesca alla guida di una delle squadre che ha saputo divertire di più con un gioco ispirato a quello di grandi maestri come Zeman e Galeone. Una rosa composta da giocatori di incredibile qualità come Lapadula (capocannoniere della Serie B con 27 reti), Caprari, Verre, Zampano, Torreira, Verde, destinata probabilmente a smembrarsi visto il forte interesse di club nazionali e internazionali per tali gioielli biancazzurri.

Il Trapani dopo la finale d’andata persa per 1-0 all’Adriatico avrebbe dovuto vincere con lo scarto di due gol, cosa tutt’altro che facile. La partenza però è stata fulminea con i granata asfissianti fin dal primo minuto che erano riusciti a passare immediatamente in vantaggio al 5′ con un bel diagonale di Citro. Soffre inizialmente il Pescara a serrare i ranghi, perché i padroni di casa non lasciano spazio e tempo al ragionamento, ma piano piano gli abruzzesi riordinano le idee e fanno valere la propria personalità. Il Trapani è ricacciato indietro, i biancazzurri assumono il controllo delle operazioni e una magia di Verre al 57′ spegne definitivamente le speranze dei siculi, i quali non riescono a trovare le giuste soluzioni per reagire. E al fischio di Maresca per Oddo e i suoi è festa grande.