Come ogni anno la redazione di Leonardo Sport compila il suo “pagellone” di fine campionato per fare una rapida analisi della stagione di Serie A tra promossi, respinti e rimandati.

Juventus: voto 9,5
Annata straordinaria in cui i bianconeri hanno confermato e rilanciato il loro strapotere anche in ambito europeo. Come Conte e meglio di Conte Allegri al suo primo anno alla Juve ha aperto una nuova era vincendo il quarto titolo consecutivo, conquistando la Coppa Italia e arrivando in finale in Champions League. Naturalmente siamo pronti ad aumentare il voto su eventuale vittoria a Berlino contro il Barcellona.

Lazio: voto 8,5
Anche quella della Lazio è stata una stagione storica, considerando l’organico costituito non proprio da stelle di prima grandezza e un allenatore, Pioli, all’esordio in biancoceleste. Peccato aver mollato sul finale in Coppa Italia con la Juventus e in campionato con la Roma, ma è un terzo posto che vale oro.

Fiorentina: voto 8
Grazie alle idee chiare e innovative di Vincenzo Montella la Viola ha espresso uno dei modelli di gioco più belli del campionato. Sempre offensiva, quadrata, organizzata, bella da vedere. Condizionata oltre misura dalla serie di infortuni a ripetizione, soprattutto nel comparto offensivo.

Genoa: voto 7,5
I rossoblu guidati da un ispirato Gasperini sono tornati a grandi livelli conquistando addirittura un posto in Europa League augurandosi che l’Uefa chiuda un occhio di fronte alle irregolarità di preziosi. Un sesto posto da favola.

Roma: voto 7
Alla fine i giallorossi ce l’hanno fatta con un colpo di coda sui cugini laziali a conquistare il secondo posto. Dopo una bellissima prima parte di campionato sono letteralmente spariti lasciando colpevolmente la strada sgombra alla Juventus, complice però anche i tanti infortuni e un mercato di riparazione che ha riparato poco.

Sampdoria: voto 7
La Samp di Mihajlovic è stata una bella sorpresa perché è una squadra che pur perdendo pezzi pregiati nel mercato di gennaio come Gabbiadini, Gastaldello, Kristicic, ha saputo riorganizzarsi e affrontare un campionato avvicinandosi ai vertici della classifica. Un settimo posto ben augurante per l’era Ferrero contro il 12° piazzamento dello scorso anno.

Napoli: voto 6,5
Il quinto posto dei partenopei, superati nell’ultima giornata anche dalla Fiorentina, inquadrano la prima grande delusa di un campionato dal quale tutti i tifosi napoletani si aspettavano di più. Falliti praticamente tutti gli obiettivi, gli azzurri orfani di Benitez si consolano con una supercoppa italiana e un ingresso in Europa League.

Palermo: voto 6,5
Sufficienza piena per un Palermo che verso la parte finale del campionato ha accusato un po’ di stanchezza per aver tirato tantissimo nella fase centrale del torneo. Per una neo promossa essere giunta alle spalle del Milan è un grande risultato e per Iachini portare a termine un campionato da settembre a maggio senza essere esonerato da Zamparini praticamente un record.

Sassuolo: voto 6,5
Bella realtà si conferma anche il Sassuolo di Eusebio di Francesco, un undicesimo posto a pari merito con il Palermo è un traguardo importante per una squadra giovane e pimpante, sorretta da una società piccola ma concreta e lungimirante.

Torino: voto 6
Il Toro non è riuscito a replicare la bella stagione dello scorso anno in cui aveva conquistato, anche se grazie alle irregolarità del Parma, l’Europa League che poi è ha onorato andando avanti fino agli ottavi di finale, però Ventura con i pochi mezzi a disposizione ha disputato un campionato comunque dignitoso insidiando l’ottavo posto dell’Inter fino alla fine.

Chievo: voto 6
Salvezza conquistata con largo anticipo, feeling con il nuovo allenatore Rolando Maran subentrato a stagione in corso a Eugenio Corini trovato subito e gioco che ha presentato molti aspetti interessanti grazie alla propensione offensiva e al grande equilibrio di squadra.

Empoli: voto 6
L’Empoli di Sarri ha sorpreso per la grande organizzazione di gioco che ha quasi sempre mostrato anche contro le grandi. Ha purtroppo raccolto meno di quanto avrebbe meritato guadagnando però una salvezza con larghe giornate d’anticipo.

Parma: voto 6
Impossibile non dare la sufficienza al club che ha attraversato l’inferno del fallimento a campionato in corso. Un voto non politico ma guadagnato con onore e professionalità da Donadoni e i suoi dopo la grande diaspora dei tanti giocatori che non hanno creduto nel miracolo.

Verona: voto 5,5
Il campionato del Verona è stato molto altalenante alternando grandi prestazioni ad altrettanti passaggi a vuoto. Mandorlini ha fatto peggio dell’anno scorso segnando 8 punti in meno in classifica ma quest’anno non c’erano più Iturbe e Romulo. I gol di Toni sono stati fondamentali ma manca ancora qualche buon innesto per ambire a qualcosa di più.

Udinese: voto 5
Riscontrando i dati degli ultimi dieci anni con il peggior piazzamento in campionato si ha l’impressione che Stramaccioni debba ancora fare tanta gavetta. È anche vero però che quest’Udinese sente ormai su di sé il peso della fine di un ciclo. Troppe comunque le partite sbagliate tatticamente.

Atalanta: voto 5
Una stagione non entusiasmante per un’Atalanta che ha cambiato allenatore nel finale con Reja subentrato a Colantuono e ha conquistato una faticosa salvezza. Molte le partite importanti perse pur avendo in organico giocatori più quotati di tanti altri club.

Cesena: voto 5
Difficile sperare nella salvezza dopo una prima parte di campionato disastrosa. In seguito all’avvicendamento tra Di Carlo e Bisoli si sono registrati netti miglioramenti per una squadra che ce l’ha messa tutta ma non è bastato ad evitare la retrocessione. Il Cesena ha comunque mostrato a tratti un gran bel gioco come nel match casalingo contro la Juventus mettendo in mostra individualità da seguire come gli attaccanti Defrel e Duric.

Cagliari: voto 4,5
Il voto negativo è imputabile più alla società che alla squadra in sé. Una dirigenza che ha dimostrato di non aver le idee chiare essendo incapace di puntare su un allenatore e costringendo una rosa di tutto rispetto, nonostante la perdita di qualche pezzo pregiato come Ibarbo, a ben quattro cambi di panchina.

Inter: voto 4,5
Ennesima stagione deludente da parte dei nerazzurri che dal 2010 del triplete sembrano non potersi più riprendere. Un trauma non elaborabile. Cambiano proprietà e allenatori ma i risultati rimangono mediocri. Almeno lo scorso anno era arrivata una qualificazione in Europa League, quest’anno, nonostante l’arrivo di Mancini che aveva portato un’ondata di ottimismo, ci si deve accontentare di un Icardi capocannoniere in coabitazione con Toni. Il mezzo voto in più è per l’ottimismo e la mentalità comunque giusta. Per ora però solo quella.

Milan: voto 4
Disastro epocale. Una stagione da dimenticare in fretta e ripartire, anche se non si sa bene da chi e da dove. Facile addossare a un inesperto come Inzaghi tutte le colpe che invece andrebbero imputate alle uniche due persone che conosciamo tutti bene da più di un ventennio. Il problema è che se non arrivano finanziatori si avranno ancora mesi, per non dire di più, di navigazione a vista. Se però arrivano i soldi…