Zlatan Ibrahimovic stava per essere ucciso da un serial killer a Malmo, in Svezia, nel 2010. La rivelazione è di Peter Mangs, pluridetenuto e condannato svedese, il quale ha ammesso il suo piano omicida nella sua autobiografia, dove ha spiegato anche la dinamica dell’accaduto.

Ibrahimovic si trovava a Malmo, suo paese natale, ma aveva parcheggiato la sua Ferrari in un posto dove non avrebbe potuto. E qui entra in scena Peter Mangs, già condannato nel 2012 all’ergastolo per l’omicidio di 3 persone a sfondo razziale. Per far capire la bontà del personaggio, su Mangs pendono ancora molti dubbi circa altre otto morti definite “sospette” e di cui ancora non è stata ricostruita la dinamica. L’uomo si era ritrovato a poca distanza dal campione svedese, come da lui stesso ammesso: “Non avevo un’arma con me in quel momento – ha scritto nella sua già citata autobiografia – ma avevo bene in mente il potenziale di quella scena”.

A salvare Ibrahimovic, dunque, il caso: “Mi sono quindi precipitato a casa per cercare una pistola e sono tornato sul luogo, ma la Ferrari di Ibrahimovic non c’era più – ha rincarato la dose Mangs - ma se lo avessi ucciso, mi immagino il rumore che avrei scatenato sui media”.

Ibrahimovic oggi indossa la maglia del Paris Saint-Germain, mentre Peter Mangs è in carcere, condannato nel 2012 all’ergastolo.