Si presenta subito bene Carlo Ancelotti, divenuto ben presto Karl di Baviera, di fronte ai tifosi del Bayern Monaco perché nella finale di Supercoppa di Germania (DFL-Supercup, in tedesco) contro gli eterni rivali del Borussia Dortmund i bavaresi s’impongono per 2-0 rimettendo in bacheca un trofeo che al Bayern mancava dal 2012, ovvero da prima dell’arrivo di Pep Guardiola sulla panchina del club più titolato di Germania. E da questo punto di vista Ancelotti riportando la coppa in Baviera fa subito meglio dell’attuale tecnico del Manchester City anche se  il match contro il Dortmund è stato tutt’altro che una passeggiata di salute.

Una vittoria che in certe qual modo vale anche doppio considerando che il Bayern va a conquistarsi la sua prima coppa di stagione al Signal Iduna Park, la casa del Dortmund, proprio sotto il famigerato Gelbe Wand, il “muro giallo”: la Sudtribune degli accesissimi tifosi di Westfalia. Con Ancelotti il Bayern, dopo lo sperimentalismo di Guardiola, ritorna a una certa classicità nel gioco che ricorda molto quello dell’indimendicato Heynckes, anche se a livello tattico il 4-3-3 non lo si è visto spessissimo dalle parti bavaresi. Ma è un Bayern che fa meno possesso palla di quello della gestione precedente e sfrutta molto di più le corsie laterali e le verticalizzazioni fulminee rinunciando a quegli schemi di estenuante “perimetralità” adottati da Guardiola.

Andando più nello specifico analitico del match, la partita la fa senza alcun dubbio il Borussia Dortmund di Tuchel, il quale invece fa proprio del possesso palla il suo tratto distintivo. I gialloneri del Dortmund appaiono sin dai primi minuti molto più in palla fisicamente mentre il Bayern sembra accusare un significativo ritardo di condizione. Lo si nota da subito perché i padroni di casa più che una squadra di calcio sembrano una pressa. Nella prima mezzora la loro aggressività è impressionante ed è solo grazie alle prodezze di Neuer che il risultato rimane ancorato allo 0-0.

Il nuovo acquisto Dembelé (dal Rennes), Ramos e Aubameyang impazzano da tutte le parti e la nuova difesa bavarese (in assenza di Boateng) con l’ex Hummels e Javi Martinez fatica a contenere, la diga di centrocampo formata da Castro e l’ex Sebastian Rode fa sbarramento e tiene in prigione le ripartenze del Bayern. Con il prevedibile calo di condizione atletica – siamo pur sempre al 14 di agosto – nel secondo tempo il Bayern riesce a usufruire di più spazi sfruttando dunque più agevolmente le transizioni. Da due rovesciamenti di fronte provengono le due reti con le quali gli ospiti portano a casa il match: prima con un incursione spaventosa di Vidal (migliore in campo tra le sue fila) che va a riprendersi la palla non trattenuta da Bürki sulla sua fucilata e poi con il solito Müller, totalmente assente fino a quel momento, che a 10 min dalla fine raccoglie un assist aereo di Hummels e la mette dentro per il definitivo 0-2. Neanche un minuto di gloria concesso da Tuchel all’ex (ex) Mario Götze.