È una competizione, il Trofeo Gamper (torneo estivo dedicato a Hans Gamper, presidente e fondatore del club, istituito nel 1966 e inaugurato dalla vittoria del Barcellona contro il Colonia per 3-1), che la Roma per il suo cinquantennale fa molta fatica a onorare perché i catalani sono su un altro livello. Se nella sconfitta contro lo Sporting Lisbona aveva inciso, e parecchio, la scarsa tenuta fisico-atletica con i giallorossi tutto sommato abbastanza in partita, nel match contro il Barcellona oltre alla condizione di forma, comunque inferiore a quella dei catalani, è rilevabile un divario tecnico davvero impressionante.

I primi dieci minuti dei blaugrana al Camp Nou sono ubriacanti poiché il Barça riesce da subito a imprimere alla partita un ritmo forsennato. La Roma può solamente rimanere lì a guardare e se non capitola già di almeno due gol lo deve a un Szczesny in gran serata. Ovviamente però quella giallorossa è una porta che a quei ritmi, a quell’intensità e rimanendo praticamente sotto assedio per tutta la durata della prima frazione di gioco, non può restare inviolata. Ci pensano due irrefrenabili goleador del calibro di Suarez e Messi, rispettivamente al 25′ e al 41′ a fare giustizia in un contesto di gioco nel quale esiste solo una squadra: il Barcellona.

La Roma spettatrice non pagante di un match totalmente a senso unico è incapace di reagire, a Gervinho e Destro non giungono, di fatto, quasi mai palloni giocabili e il centrocampo è una questione che riguarda esclusivamente Rakitic e Mascherano. Già, poiché come se il Barcellona non fosse già abbastanza forte senza i suoi fenomeni, sono tornati per l’occasione anche i quattro della “missione Copa América”, ovvero Mascherano, Dani Alves (che per onorare la partenza di Xavi in questa stagione indosserà la maglia numero 6) e naturalmente Neymar e Messi.

Nella ripresa la musica non cambia, e nemmeno i suonatori, con il Barcellona che abbassa sì i ritmi ma di concedere il controllo del gioco all’avversario non ne vuol proprio sapere (mai visto un Nainggolan fare tanta difficoltà sulla mediana): Rakitic è sempre lì a chiamar palla, a gestirla, distribuirla ma anche a prenderla e decidere di scagliarla sotto il sette della porta difesa da De Sanctis, che nel frattempo ha preso il posto del polacco ex Arsenal. Una silurata imprendibile che prima della girandola di sostituzione da parte di entrambe le squadre, al 66′ fissa definitivamente il risultato sul 3-0. Barça già stellare che si conferma a partire dalle cronache estive squadra europea da battere, Roma invece, Dzeko o non Dzeko, con tanto cammino davanti a sé da fare. In salita.