“Wan te amo”, campeggia sulla maglia celebrativa che Mauro Icardi (foto by InfoPhoto) ha estratto dal cilindro dopo il gol del momentaneo pareggio all’Atalanta. Non c’è bisogno di traduzione, specialmente per chi si è sorbito la più melensa delle lovestory pubbliche tra personaggi (più o meno) famosi: il gol è tutto per Wanda Nara, la procace modella argentina che lo scorso autunno è fuoriuscita dal cuore, dalla casa e dal portafogli di Maxi Lopez per fare da nave-scuola al giovanissimo centravanti dell’Inter, suo connazionale compagno ai tempi della Sampdoria.

Maurito, si sa, per lei ha perso completamente la testa, a tal punto da farsi tatuare il suo nome sul braccio un paio di settimane dopo aver inaugurato la loro relazione, per la gioia dei rispettivi follower su Twitter e di chi dovrà provvedere alla rimozione laser del medesimo. Una passione che, secondo le malelingue, avrebbe in parte sottratto l’argentino ai suoi doveri di professionista, tanto da perdere posizioni nella graduatoria delle preferenze di Mazzarri. Forse non è così, dal momento che ora Maurito gioca e segna; ma il sospetto che non abbia proprio tutte le simpatie del suo tecnico resta. Così l’allenatore nerazzurro ai microfoni di Sky:

Ai miei tempi si ragionava in un modo diverso, non c’era internet. Se oggi vuoi fare l’allenatore devi adeguarti ai tempi e convivere con questi personaggi, che sono poi l’estratto della nostra società. Se dovessi star dietro a tutto quello che non mi piace diventerei matto. L’esultanza? Io avevo detto ai ragazzi di non festeggiare nemmeno, perché molte volte siamo stati rimontati. Si fa festa alla fine. Ora glielo diremo, al ragazzo, ma non cambierà molto

Il tono è quello di un professore, più rassegnato che esasperato, di fronte all’ennesima bizzarra intemperanza di un giovane alunno indisciplinato. Che boccerebbe volentieri per non ritrovarselo ancora tra i piedi l’anno venturo.