Finalmente il mistero è svelato: Zlatan Ibrahimovic non odia i giornalisti, però ama prenderli amabilmente per i fondelli. La tanto attesa diretta Facebook da Parigi in occasione della presentazione della sua nuova linea di abbigliamento, l’A-Z Sportswear, si è rivelata una semplice iniziativa pubblicitaria, con quasi 100mila boccaloni (tra cui chi scrive) che hanno perso 40 minuti della loro esistenza ascoltando lo svedese tessere le lodi del suo prodotto. Qualche giornalista presente in mezzo alla accondiscendente platea ha provato a strappare a Ibra la rivelazione promessa, ovvero quella relativa alla sua prossima destinazione – dall’Inghilterra sono sicuri che andrà da Mourinho – e per ben due volte. Ma inutilmente. ”Dove giocherò l’anno prossimo? Nell’A-Z. A Manchester? Sì, la linea verrà venduta anche nei negozi di Manchester“, è stata la prima risposta dell’ex PSG. Che in seguito ha aggiunto beffardamente: “Non vi dico dove giocherò, mi piace quando i giornalisti fanno congetture sul mio futuro, ora voglio vedere cosa scriverete. Quando mi starò stufato, vi dirò la mia prossima destinazione“.

L’unica, magra consolazione è rappresentata dalle diverse perle di puro zlatanismo disseminate lungo questo noioso percorso, del tipo:

Cosa significa A-Z? Da amateur a Zlatan

Come ci si sente a essere un dio? Molto bene, grazie

Da bambino volevo fare l’avvocato, poi sono diventato un calciatore

La mia ispirazione è essere migliore di tutti in tutto ciò che faccio: non essere il secondo o il terzo o il quarto, ma il primo

Parigi sente la mia mancanza, da quando me ne sono andato piove sempre, tranne oggi che sono tornato. Ma non ci tornerò più da giocatore, anche se ho un ottimo rapporto col PSG

Che squadra tifavo da piccolo? Uh, domanda difficile. Non voglio scontentare nessuno, diciamo tutte le squadre per cui ho giocato

Questa mattina, su Le Monde erano apparse le dichiarazioni della stella svedese sul Milan, definito come il più grande club in cui abbia mai giocato: “Se faccio una classifica di tutti i club in cui sono stato, il Milan, storicamente, è stato il più grande. E’ conosciuto in tutto il mondo: il Milan è qualcosa di incredibile, in ogni aspetto. Tutti i giocatori erano internazionali, eleganti, qualcosa di veramente geniale. Percepivi la grandezza del club“. Parole che hanno fatto sperare l‘avanguardia più ottimista della disillusa tifoseria milanista, e chissà che non ci sia una relazione tra i continui rinvii di Ibra e l’andamento lento della trattativa di cessione del club rossonero ai cinesi. Sempre che anche quest’ultima non sia una presa in giro.