Quattro reti in Champions League non le aveva mai realizzate, Zlatan Ibrahimovic; e, come ci ricorda Davide Rota, in generale l’impresa gli era riuscita una volta sola, un anno fa, in un’amichevole della sua Svezia contro l’Inghilterra. All’epoca, nessuno caldeggiò più di tanto il suo nome per il Pallone d’Oro 2013: con gli spagnoli reduci dall’ennesimo trionfo e il duo Cristiano Ronaldo-Messi a contendersi lo scettro di attaccanti più prolifici della storia recente del gioco, gli spazi per l’inserimento dell’Ibradiddio erano oggettivamente angusti. Ma quest’anno?

La Repubblica Francese, da Michel Platini (incidentalmente, anche presidente del calcio europeo) a Zinedine Zidane, spinge compatta per Franck Ribery. Intendiamoci, è un nome spendibilissimo: l’esterno transalpino è stato grande protagonista dell’indimenticabile stagione del Bayern Monaco e della conquista della Champions League più autoritaria che si ricordi, e ha vinto con pieno merito il premio UEFA come miglior giocatore europeo della passata stagione. Premiarlo anche con il Pallone d’Oro sarebbe tutt’altro che scandaloso. Senza dimenticarci che anche quest’anno i duellanti Messi e Ronaldo l’hanno buttata dentro con spaventosa regolarità e che, di riffa o di raffa, almeno sul podio ci saliranno, forse addirittura entrambi. Ma, per un motivo o per l’altro, nessuno dei tre sembra davvero irraggiungibile. Il primo perché non appartiene alla famiglia dei fenomeni, Messi perché è incappato nella meno felice delle sue stagioni (e non è che possa vincere sempre lui fino alla fine dei tempi), Ronaldo perché non ha vinto nulla.

E dunque, Zlatan Ibrahimovic. Eh, Zlatan Ibrahimovic sta giocando a livelli incredibili. Come gli altri anni, sia chiaro. O forse un po’ di più. Guardate lo scorpione di sabato. Poi un altro colpo di tacco, questa volta più classico, ma sempre da strabuzzare i bulbi. E cosa dire di quella specie di colpo di mortaio esploso sotto l’incrocio dei pali del malcapitato portiere belga? 6 gol in un’edizione di Champions League non li aveva mai segnati in tutta la sua carriera (con l’Inter, apice della sua bulimia europea, li realizzò in tre stagioni e 22 gare), quest’anno ci è riuscito in appena tre uscite. Tra meno di un mese, la ghiotta occasione di portare la Svezia ai Mondiali, facendo fuori al contempo Cristiano Ronaldo. La concorrenza, come abbiamo visto, non è irresistibile. Si può fare, ora o mai più.