Ha appena dato l’addio alla sua amata (ma non sempre) nazionale svedese e questa volta non ci farà ballare di nuovo un’altra estate con i suoi misteri e tentennamenti di mercato perché è un altro l’addio che Zlatan Ibrahimovic sta preparando e, da quello che si racconta a Parigi non meno doloroso, ovvero quello che riguarda il Psg dopo quattro anni intensi marcati da 180 presenze e la bellezza di 156 reti (una media impressionante di quasi 1 gol a partita, 0,86 per la precisione) e 61 assist. Numeri leggendari per un giocatore che da solo è riuscito a fare la storia di un club.

E non a caso Ibrahimovic, pur con tutta la sua spocchia, propria più del personaggio che del campione, per l’occasione aveva già sancito lo slogan “Sono arrivato da re, me ne vado da leggenda”. E così di fatto sarà. Ma quando giungerà alla corte di José Mourinho al Manchester United da eroe epico, da leggenda, poi cosa diventerà? Cosa c’è oltre la leggenda? Retorica a parte quel che importa è proprio l’ipotesi che, formulata ormai da qualche settimana su un possibile trasferimento di Ibra ai Red Devils, diventerà presto realtà a meno di clamorose svolte, poiché venerdì 1 luglio il procuratore Mino Raiola e i vertici dello United si incontreranno per firmare un contratto che legherà per un anno il fuoriclasse svedese con il club della famiglia Glazer.

E non è finita perché dalle parti di Old Trafford si stanno preparando colpi davvero micidiali basati sui rapporti ormai apertissimi tra i talenti assistiti da Mino Raiola e il Manchester United. Si sta infatti per chiudere un altro importante affare da 38 milioni di euro che porterà a vestire l’armeno del Borussia Dortmund Henrikh Mkhitaryan la maglia dello United e lunedì 27 giugno ci sarà un importante incontro tra Raiola e la Juventus per capire se Paul Pogba è davvero incedibile come hanno proclamato Marotta e Elkann, oppure se il club bianconero di fronte a un’offerta monstre o alla volontà del giocatore di tornare a Manchester potrebbe aprirsi a qualche spiraglio di trattativa.