L’episodio che più ha fatto discutere del lunedì dedicato alle qualificazioni europee è occorso in Austria-Svezia, quando Zlatan Ibrahimovic (foto by InfoPhoto) ha steso con una gomitata al volto David Alaba, terzino sinistro della nazionale austriaca e del Bayern Monaco, nonché autore del momentaneo vantaggio dei padroni di casa. Episodio anomalo; non perché Ibra sia uno stinco di santo, ma perché tendenzialmente predilige schiaffetti (vedi Salvatore Aronica), cazzotti (vedi Marco Rossi), lacci californiani (vedi Cordoba), risse in allenamento (vedi Zebina e Onyewu) e improperi in tutte le lingue del mondo. La gomitata non fa parte del suo tipico repertorio; e in effetti, come possiamo vedere dal video qui sotto, la dinamica dell’azione non sembra affatto condannare l’attaccante del PSG.

Certo, il colpo è ben assestato, e Ibra non è esattamente un peso piuma; tuttavia, in questo caso sembra più interessato a coprire il pallone con il suo corpaccione che ad abbattere proditoriamente Alaba, al quale non rivolge neppure uno sguardo, né prima né dopo l’impatto. Peraltro, la stessa vittima, dopo la partita, non ha sollevato alcuna polemica nei confronti dell’avversario, mentre Ibra, fedele al suo stile, ha chiesto 40 giornate di squalifica. In realtà non rischia quasi nulla: l’arbitro Kralovec ha redarguito Ibra (senza prendere provvedimenti disciplinari), di fatto giudicando l’episodio e sottraendolo alla giurisdizione della prova televisiva. Anche se, quando si parla di prova tv, le interpretazioni bizantine sono sempre in agguato.

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