Tagliavento merita quattro giornate. Quel fallo non era nemmeno da ammonizione”. Okay, che la difesa d’ufficio di Zlatan Ibrahimovic, espulso ieri sera nell’andata degli ottavi di finale di Champions League tra Valencia e PSG (foto by InfoPhoto), venga da Mino Raiola non depone a favore della sua incontestabilità. D’altra parte, basta dare un’occhiata al filmato del fallo che è costato all’Ibradiddio un rosso diretto (e una conseguente squalifica di almeno due turni) per capire che, stavolta, Raiola ha ragione.
La levata di scudi non si è limitata al solo Raiola. Per Leonardo, a influire sulla decisione dell’arbitro italiano è stata la reputazione dello svedese: “Era un fallo forse da ammonizione, ma dato che è Ibra, che è stato già protagonista di gesti umorali ed è grande e grosso, allora gli si rifila il rosso”. Meno polemico, ma altrettanto scocciato, il tecnico dei parigini, Carlo Ancelotti: “Non ho capito la decisione dell’arbitro, era un’entrata dura ma che nel calcio ci sta. Sono davvero sorpreso“.
Prima l’astinenza da gol negli scontri diretti (con Juve e Inter), poi il fallimento con l’infallibile Barcellona, dopo ancora le delusioni precoci con il Milan e infine le espulsioni con il PSG: da qualunque parte la si guardi, la Champions League di Ibrahimovic ha sempre la silhouette di un dito medio.