La brutta sconfitta contro l’Atalanta ha dato il via ad un’inspiegabile strumentalizzazione dei media nei confronti di Rafa Benitez, attaccato dai principali quotidiani sportivi italiani come unico responsabile della disfatta bergamasca.

Il Corriere dello Sport ha aperto con un impavido “Processo a Benitez”, la Gazzetta – già accusata da De Laurentiis di aver tentato di mobilitare l’ambiente napoletano favorendo il possibile passaggio di Hamsik al Milan, e successivamente per una campagna anti-Napoli prima della finale di Coppa Italia, con il lieto fine e la vittoria degli azzurri, dedicata dal Presidente partenopeo proprio ai giornalisti della rosa (“Dedico questa vittoria alla Gazzetta dello Sport che manda a Napoli i suoi giornalisti juventini“) – che accusa Benitez di aver osato troppo con il turnover, per non parlare poi del “giornale” di Torino, Tuttosport, che vede il Napoli “in caduta libera..”

Poi sono arrivate le parole di Materazzi su Twitter, rivolte direttamente al tecnico spagnolo: “Stessa tattica, stessa paraculaggine: Napoli inizia a conoscerti“, per poi tradirsi, forse per la poca dimestichezza con i social network, pubblicando l’hashtag #gelosia. Esatto caro Materazzi, ti sei risposto da solo.

Una strumentalizzazione contro un Napoli da record. Solo un punto in meno rispetto alla classifica dell’anno scorso. Un Napoli che non perdeva una partita in gare ufficiali dal 23 novembre, al San Paolo, contro il Parma. Una campagna mediatica, contro Benitez, senza alcun senso logico, soprattutto se si analizza la sconfitta di Bergamo, arrivata esclusivamente per 4 errori individuali.

L’errore di Dzemaili in appoggio che ha favorito il tiro di Denis sul primo goal, la seguente papera di Pepe Reina, la svirgolata di Inler sempre a favorire Denis e lo scivolone di Fernandez. Forse più che caduta, la parola giusta è proprio scivolone.

Il calcio non è fatto di percorsi logici, ma di episodi, e probabilmente senza questi errori il Napoli sarebbe uscito da Bergamo con un solo punto. Ma prima di usare certi toni e paroloni come “processo”, bisognerebbe avere anche un presunto colpevole. Far giocare questo ruolo a Benitez mi sembra prematuro, soprattutto se si pensa che il Napoli, nonostante non stia brillando in campionato, matematica dalla sua, è ancora in lotta per lo scudetto, e a differenza dalla Juventus, è impegnato su tre fronti: Coppa Italia e Europa League.

Nessuno mette in dubbio che la Juventus di Conte oggi sia la squadra più forte d’Italia, ma il calcio giocato dai bianconeri è più semplice di quello che sta cercando di inculcare, anche caratterialmente, Benitez nelle teste dei giocatori azzurri. Lasciamo lavorare Benitez in pace, senza dimenticare che il calciomercato estivo e quello di gennaio, ha portato molti volti nuovi, e il tecnico spagnolo sta lavorando a questo progetto da soli 7 mesi.