33 gol in 34 partite. Non ci sono più parole per descrivere il campionato di Gonzalo Higuain. L’attaccante argentino ha eguagliato le reti messe a segno da Antonio Valentín Angelillo nel 1958-59 con la maglia dell’Inter (in 33 gare, all’epoca campionato a 18 squadre) ed ha a disposizione la gara col retrocesso Frosinone per eguagagliare, o addirittura superare, il record di 35 gol di Gunnar Nordahl che resiste dal 1949-50 (messe a segno in 37 gare, due in più di quante ne disputerà il Pipita alla fine del campionato).

Numeri impressionanti quelli di Higuain, che in questo campionato ha colpito anche 5 pali (record della serie A), ed ha messo a segno 30 delle sue 33 perle su azione (3 su rigore, Angelillo ne segnò 4 dal dischetto, mentre Nordhal solo una).

Ora Higuain è a caccia della leggenda. Un record che forse sarebbe già caduto se il sudamericano non fosse incappato nella squalifica di quattro giornate, poi ridotte a tre, per l’espulsione di Udine.

Contro la squadra di Roberto Stellone, Higuain cercherà di realizzare almeno una doppietta. Obiettivo Champions League per il Napoli, ma anche il record di Nordhal per il Pipita.

Curiosità. Nonostante gli straordinari numeri di Angelillo, Nordhal e Higuain, nessuno dei tre è riuscito a conquistare il tricolore nella stagione dei rispettivi exploit.

L’Inter di Angelillo finì terza dietro Milan e Fiorentina, il Milan di Nordhal secondo alle spalle della Juventus, stesso probabilissimo destino dei partenopei.