L’Hellas Verona volta pagina. Ieri l’esonero di Andrea Mandorlini, il tecnico che aveva raccolto il club dalla Lega Pro per portarlo fino al decimo posto della Serie A, ma che non ha potuto resistere a una disastrosa partenza in questo campionato, con zero vittorie e soli sei punti in 14 giornate e lo spettro della retrocessione che inizia a stagliarsi all’orizzonte. Oggi, la scelta di Gigi Delneri come suo successore. Una scelta forte e non esente da rischi, e non potrebbe essere altrimenti quando affidi le tue chance di salvezza al tecnico che ha reso grande l’altra sponda dell’Adige, quella clivense, ma anche una scelta necessaria: basti guardare com’è svoltata la stagione del Bologna, non appena la società ha consegnato la squadra a un allenatore navigato come Roberto Donadoni. Delneri ha firmato un contratto fino al prossimo 30 giugno e un eventuale rinnovo è chiaramente condizionato alla permanenza in Serie A.

Durante la conferenza stampa di presentazione del tecnico friulano, il ds Riccardo Bigon ha giustamente voluto rendere onore a Mandorlini, “che ringrazieremo sempre per quello che ha fatto, ma c’era bisogno di portare qualcosa di nuovo per ritrovare l’entusiasmo che avevamo smarrito“. E anche Delneri ha riconosciuto quanto fatto dal suo precedessore: “Il calcio è fatto così, Mandorlini ha fatto un lavoro fantastico e Verona gli deve molto, noi dobbiamo dimostrare di poter saper fare altrettanto“. La strada verso la salvezza è lunga e sarà lastricata di insidie, e con ogni probabilità passerà necessariamente da qualche buon innesto sul mercato di gennaio, anche se per il momento il Verona non ha troppa voglia di parlare di nuovi arrivi: “Rinforzeremo la rosa, ma aspettiamo Natale per capire che tipo di giocatori ci servono“, ha detto ancora Bigon.

Dipenderà anche molto dal sistema di gioco adottato: con Mandorlini si giocava quasi sempre col 4-3-3, Delneri è notoriamente un guru del 4-4-2. “Non so ancora come giocheremo“, ha tagliato corto l’ex tecnico di Juventus e Sampdoria, “dobbiamo salire come livello d’intensità e lavoreremo sulla fase difensiva”. Altro grande dilemma stagionale in casa scaligera: Toni o Pazzini? O entrambi? “Loro due possono giocare insieme, per me non hanno caratteristiche identiche e possono diventare un fattore importante per questa squadra. Ma c’è altra gente di qualità, come Sala, Viviani, Hallfredsson“.

Non poteva mancare un riferimento all’altra Verona, quella che Delneri ha portato fino alla Coppa UEFA: “Il Chievo fa parte del mio passato, il mio presente si chiama Hellas ed è giusto guardare al presente. Io ci metterò anima e cuore per salvare il Verona, è una promessa“.