La prospettiva di vedere Pep Guardiola via dal Bayern Monaco al termine di questa stagione sta diventando sempre più concreta; addirittura, secondo alcuni, una clamorosa eliminazione ai quarti di finale di Champions League per mano del Porto (forte ma non fortissimo) potrebbe sancire un divorzio immediato tra il tecnico catalano e il colosso bavarese. Il Bayern dovrà scalare la montagna del 3-1 rimediato a Oporto, impresa per nulla facile, sia perché i portoghesi sono l’unica squadra ancora imbattuta di questo torneo, sia perché i tedeschi continuano a galleggiare nell’emergenza-infortuni che è costata le dimissioni allo storico medico sociale Muller-Wohlfart. In conferenza stampa Pep ha ostentato sicurezza, definendosi “ottimista al 100%” e spendendo parole al miele per i suoi giocatori, “i miei eroi, qualunque cosa potrà accadere“. La realtà è molto meno serena delle apparenze.

Guardiola è arrivato a Monaco con le stimmate del profeta, questo è vero, ma anche con un’eredità pesante da sopportare, quella di Jupp Heyckens, l’uomo che nel 2013 ha condotto il Bayern Monaco a un’epica vittoria in Champions League nonostante fosse già sicuro di dover lasciare il posto al catalano. Impiantare il suo avvolgente tiqui-taca in una squadra che aveva trionfato con un calcio rapido e verticale è stata operazione complessa e non completamente riuscita. Il suo Bayern è rimasto probabilmente la squadra migliore d’Europa in questo biennio, ma ha vinto meno di quanto non si aspettassero i dirigenti. Franz Beckenbauer, presidente onorario del club nonché sua icona vivente, ha più volte punzecchiato Guardiola. E lo stesso Pep, lo scorso gennaio, ha aperto a un suo possibile addio a fine stagione.

A quanto si sussurra, i giochi sarebbero ampiamente fatti. A meno di uno straordinario finale di stagione – leggasi, triplete Bundesliga-Coppa di Germania-Champions League – le strade del tecnico migliore al mondo e della squadra migliore al mondo sembrano destinate a separarsi il prossimo giugno. Il Bayern, peraltro, si sarebbe già premurato di mettere le mani sull’erede: Jurgen Klopp, demiurgo del Borussia Dortmund, che non a caso sta facendo il misterioso circa la sua prossima destinazione. Dopo Mario Gotze e Robert Lewandowski, un altro cardine della squadra campione di Germania nel 2011 e nel 2012 sta per saltare la barricata. In attesa di Marco Reus.