È dalla primavera scorsa che il nome di Pep Guardiola, all’epoca in uscita dal Barcellona, è accostato a quello del Milan. Molti ci hanno riso sopra, eppure le parole di Adriano Galliani ai microfoni RAI, e quelle precedenti di Silvio Berlusconi a Milanello, hanno confermato al di là di ogni ragionevole dubbio di come i rossoneri abbiano effettivamente presentato un’offerta all’architetto del meraviglioso Barça, con il povero Massimiliano Allegri suo malgrado consenziente. D’altra parte, la partnership siglata coi cinesi di Liu Yongzhuo e il pareggio di bilancio raggiunto (previe sanguinose cessioni), nonché l’imminente tornata elettorale, consentono al Milan di progettare un futuro decisamente meno sparagnino di quello che sembrava all’orizzonte solo un paio di mesi fa.

Diciamo subito che, in ogni caso, la proposta di via Turati non potrà mai pareggiare quelle provenienti dall’Inghilterra, perlomeno dal punto di vista economico. Chelsea e Manchester City continuano a disporre di sostanze ben superiori a quelle rossonere, sia per quanto riguarda l’ingaggio di Guardiola che i fondi da stanziare per il rafforzamento della squadra. Eppure, il Milan spera, perché Guardiola è un personaggio sui generis, ama l’Italia e il calcio italiano, ed è tra i pochi che potrebbero privilegiare un progetto affascinante a uno danaroso. E il potere di attrazione di un Milan finalmente rivolto al futuro non può temere quello di due parvenu come City e Chelsea.

Da questo punto di vista, il vero pericolo è rappresentato da un altro membro dell’aristocrazia pallonara mondiale, il Manchester United. Come riporta l’edizione odierna del Sun, Pep Guardiola avrebbe incontrato Alex Ferguson (foto by Infophoto) nel suo buen retiro newyorchese per sondare il terreno. Sir Alex, 71 anni, è da 26 alla guida dei Red Devils e ancora non ha annunciato la data del suo ritiro. Forse perché, come i monarchi di una volta, non ha ancora trovato un successore ritenuto all’altezza del compito. Il meeting con Guardiola, il terzo, starebbe a indicare, secondo i tabloid, che finalmente l’erede è stato individuato in colui il quale gli ha fatto conoscere le due più cocenti sconfitte della carriera, quelle nelle finali di Champions League del 2009 e del 2011.